Sicurezza
Ladri saccheggiano il cimitero, via rame e arredi
TRIANA. Rame, bronzo, ritratti con le relative cornici, madonne e croci, vasi, decori e portalampade. Tutto sparito e strappato dalle tombe del piccolo cimitero di Triana, che per la terza volta...
TRIANA. Rame, bronzo, ritratti con le relative cornici, madonne e croci, vasi, decori e portalampade. Tutto sparito e strappato dalle tombe del piccolo cimitero di Triana, che per la terza volta viene saccheggiato dai ladri di metalli pregiati, che non solo non hanno problemi a fare razzia di rame nelle aziende e nelle abitazioni dei vivi, ma che da qualche tempo non esitano a depredare anche le case dei morti. Una profanazione senza fine, che ormai è toccata a quasi tutti i piccoli cimiteri dei borghi e delle campagne: Santa Fiora, Cellena, Cinigiano e Triana, dove, dopo tre aggressioni, ormai non è rimasto quasi nulla da rubare.
Se ne sono accorte due signore, dell’ultimo saccheggio, domenica pomeriggio, quando hanno trovato il cimitero semidistrutto e sono rimaste esterrefatte: «Fra l’erba, altissima e non tagliata da nessuno – racconta Michela Paoli, una delle due signore che dopo aver già avvertito i carabinieri di Arcidosso andrà a sporgere denuncia alla stazione di Roccalbegna –, ho visto un disastro: pietre staccate dal loro posto perché i ladri ne hanno strappato effigi, decorazioni, portavasi, portacandele, croci.
Detriti per terra dentro l’erba alta che l’amministrazione non si decide a tagliare. Sembra che nel nostro piccolo cimitero ci siano passati i vandali. Io sono stata fortunata, perché per lo meno la pietra della tomba di mio nonno è rimasta integra e i delinquenti hanno portato via con agio, senza rompere il marmo, cornici e portavasi. Ma in molti casi non c’è stato scampo. È la terza volta che capita qui a Triana. Noi cittadini eravamo già andati a parlare in comune per avere una telecamera o comunque trovare una soluzione. Ma per ora nulla di fatto. Custodi non ve ne sono e dunque nemmeno sicurezza. Ci ferisce , infatti, non solo il gesto profanatore, ma anche l’incapacità di non avere strumenti idonei a fronteggiare una situazione che colpisce al cuore tutta la comunità civile». (f.b.)
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