Il Tirreno

Grosseto

«Così è impossibile metteremo all’asta trentamila pecore»

di Fiora Bonelli
«Così è impossibile metteremo all’asta trentamila pecore»

Animata assemblea con i pastori dell’Amiata e Luca Sani Il presidente della commissione: «Una legge per voi»

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SEMPRONIANO. «Metteremo 30.000 pecore all’asta e chiuderemo gli ovili. Noi siamo in via di estinzione, non il lupo. Ma con noi chiuderà la storia secolare di un comprensorio modellato dall’uomo e di una fiorente economia». Erano 200 i pastori, che venerdì sera, a Semproniano, aspettavano l’onorevole Luca Sani che con l’assessore provinciale Federico Balocchi veniva a spiegare le iniziative di legge per salvaguardare i pastori dagli attacchi dei predatori. Un incontro organizzato dalla lista Uniti per Semproniano e dalla capolista Miranda Brugi. Platea caldissima in attesa del resoconto di Sani, presidente della commissione agricoltura, che con l’on. Monica Faenzi sta scrivendo una proposta di legge che potrebbe riscattare la politica da quella fama di “indifferenza” stigmatizzata da anni dagli allevatori di tutta la provincia. L’on. Sani non ha nascosto la difficoltà, perché, ha rimarcato, «Quello dei predatori è un problema circoscritto a un territorio. In ogni caso, ha detto, vi sono aperture dell’Ispra e martedì prossimo l’atto di indirizzo in commissione impegnerà il governo ad andare in Europa a chiedere una deroga per poter adottare forme più incisive per i predatori. Mi impegno per gli indennizzi dei danni indotti e per l’assicurazione non a carico del pastore ma dello Stato. Siamo al vostro fianco, ha assicurato». Il resoconto del progetto Ibriwoolf, spiegato da Balocchi, ha avuto momenti di contestazione. Un progetto “dispendioso”, lo ha definito l’esponente provinciale, che però «Ha ottenuto il risultato di ottenere una sorta di mappatura degli ibridi, dei canidi e dei lupi: l’Ispra, ha così riconosciuto che gli ibridi danneggiano il lupo in purezza e non è poco». Alta la tensione, con i pastori accorati e scoraggiati da 30 anni di lotta senza quartiere per salvare le proprie aziende, «Mentre chi di noi non sa nulla, fa le leggi per casa nostra», hanno detto. «Abbiamo da secoli modellato e conservato un ambiente perfetto», hanno ribadito Tizzi, Manini, Romualdi, Ottaviani ed altri, «torniamo a parlare delle persone e del loro futuro». Ottaviani ha anche ricordato che uno studio commissionato dall’ex presidente provinciale Scheggi per contare i lupi in provincia è sparito. «Quello ci serviva per arrivare agli abbattimenti», ha sottolineato, mentre l’assessore Balocchi si prendeva il compito di cercarlo nelle carte della provincia. E infine, è arrivata da Virgilio Manini una notizia shock: «Non siamo delinquenti. Si condanna il pastore e si giustifica l’aggressione del predatore. Siamo alla follia. E dunque saremo costretti a chiudere bottega. Lo faremo portando le nostre 30.000 e più pecore in piazza, le batteremo all’asta e poi consegneremo le chiavi dell’ovile vuoto agli ambientalisti». Carlo Santarelli presidente del caseificio di Manciano ha ripercorso il dramma degli ultimi 30 anni: «Stanno chiudendo centinaia di aziende, il latte scarseggia e occorrono indennizzi per i danni indotti». Chiude una storia, hanno sottolineato in tanti. Una storia d’amore con l’ambiente e con i greggi. Per colpa di politiche sbagliate e poco lungimiranti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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