Gioco
Alt ai lavori post alluvione I soldi ci sono, l’ufficio no
A Sorano paralizzati il Cavone e altri 12 cantieri da 1 milione di euro già finanziati La responsabile del servizio è indagata e dunque non può firmare gli atti
SORANO. Grazie, ma non posso accettare. È, più o meno, quello che il Comune di Sorano si vede costretto a dire alla Regione Toscana che gli ha dato 350mila euro per risistemare il Cavone, la più celebre delle vie cave della terra del tufo, invasa dal fango dell’alluvione dello scorso novembre.
L’ostacolo al generoso finanziamento è semplice: il Comune non ha più un responsabile dell’ufficio tecnico da quando la Procura ha avviato un’indagine sul Municipio soranese per presunti abusi edilizi. Tra gli indagati – due tecnici comunali e il sindaco – c’è anche la dottoressa Simona Boncori, responsabile dell’ufficio tecnico, il cui incarico è stato revocato per permettere lo svolgimento delle indagini.
Senza la firma del responsabile del servizio, però, non si può dare l’ok alle aggiudicazioni definitive delle gare d’appalto alle ditte che eseguono i lavori. Dopo che si sono faticosamente trovati i soldi necessari agli interventi, insomma, adesso il Comune si vede scivolare quel finanziamento dalle dita. Una situazione paradossale.
«Oltre al personale, mancano anche i computer che, dallo scorso 4 aprile, non ci sono più stati restituiti dalla polizia postale», spiega il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni, anche lui coinvolto nell’indagine e colpito dalla misura cautelare del divieto di dimora a Sorano, poi revocata, anche se Vanni non ha ancora rimesso piede in paese per scelta personale. «Io ho delegato le mie funzioni al vicesindaco – spiega Vanni – come prevede la legge. Ma per la Boncori serve una revoca della responsabilità del servizio, per la quale abbiamo avviato le procedure, ma ci vorranno mesi perché la burocrazia è complicata».
Intanto i soldi per il Cavone rischiano di “scadere”. «Se non partono i lavori, il rischio c’è. Oltre alla rabbia, comprensibile, delle ditte», spiega Vanni. «E non si tratta solo del Cavone – prosegue – che è stato l’ultimo intervento ad essere inserito, frutto anche del lavoro di sensibilizzazione svolto a seguito del convegno dell’Unesco sul patrimonio al tempo dell’alluvione (il convegno è stato organizzato dal Club Unesco Grosseto Maremma a marzo, ndr) ma di altri dodici cantieri. Ci sono molte strade, due frane nel centro abitato di Sorano, la via cava di San Rocco, lavori per oltre un milione di euro al momento fermi».
All’indomani dell’annuncio del finanziamento l’assessore alla cultura e al turismo, Liana Fastelli, aveva ringraziato la Regione per l’attenzione al Cavone, e sperava di poter riaprire in tempo per l’estate. «Per la procedura di revoca del responsabile ci vorranno mesi», conclude Vanni. Speriamo non sia troppo tardi per il Cavone e per gli altri lavori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
