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«Vogliamo maggiori garanzie sul riordino della sanità»

GROSSETO. Dopo l’incontro del 6 maggio che sì è tenuto a Firenze nei locali dell’assessorato alla salute tra Marroni e le organizzazioni sindacali dei vari territori toscani, la Cisl Funzione...

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GROSSETO. Dopo l’incontro del 6 maggio che sì è tenuto a Firenze nei locali dell’assessorato alla salute tra Marroni e le organizzazioni sindacali dei vari territori toscani, la Cisl Funzione Pubblica di Grosseto esprime forti perplessitè rispetto all’accelerazione che la giunta e i direttori generali stanno dando alla applicazione della delibera 1235 che riordina il sistema sanitario regionale.

«Per i prossimi anni – scrive la Cisl – ci sono ancora molti milioni da dover recuperare, e questo pone una serie di interrogativi rispetto a dove e come si effettueranno i nuovi tagli, anche se, a detta dell’assessore si cercherà di ottimizzare le risorse in modo da arrivare all’obiettivo di risparmio, imposto dalle norme nazionali, puntando sulla riduzione dei ricoveri cosiddetti impropri, cioè a quelle degenze ospedaliere che possono essere in qualche modo diminuite se non addirittura evitate. Ciò dovrebbe avvenire sia attraverso l’attivazione delle Aft (associazioni funzionali territoriali), dove i medici di famiglia assieme a guardie mediche, specialisti ed infermieri, svolgeranno un servizio integrato, volto proprio ad evitare il ricorso alle prestazioni di pronto soccorso ed anche ai ricoveri non necessari, sia con la attivazione totale delle case della salute. Su queste il dato attuale ci dice che delle circa 120 previste, 35 sono già operanti, mentre 54 sono state individuate, 9 delle quali nel territorio grossetano, praticamente una per ospedale, mentre Grosseto ne avrà 2 una ad est e l’altra ad ovest della città. Essendo per lo più inserite all’interno degli ospedali, vorremmo capire se dare servizi attraverso dei team multidisciplinari non si concretizzi con una riduzione drastica ed indiscriminata dei posti letto e dei ricoveri, soprattutto nei nosocomi periferici (Castel del Piano, Massa, Orbetello, Pitigliano) mettendone in discussione la funzionalità e quindi l’apertura. Marroni ha infatti già annunciato una ulteriore riduzione di almeno 245 posti letto per l’intera Toscana, senza però dirci in quali territori o su quali servizi, limitandosi a garantire alle organizzazioni sindacali che i posti internistici (medicina, chirurgia ecc.) saranno poco toccati, mentre si punta a ridurre i giorni di permanenza in ospedale eliminando soprattutto la degenza pre-operatoria. Vogliamo capire in quale direzione va la sanità toscana. Per questi motivi abbiamo richiesto a Marroni un calendario di incontri a livello di area vasta».

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