Proteste
Un Compro Oro truffato due volte
Identificati grazie alle telecamere tre campani: hanno venduto “patacche” a un negoziante spacciandoli per gioielli veri
GROSSETO. Prima entra un uomo che rifila al negoziante un paio d’orecchini di metallo spacciandoli per oro bianco. Poi - neppure a distanza di 24 ore - ecco una coppia di donne che propina il bis: seconda patacca spacciata per gioiello sopraffino. A cadere nella trappola è lo stesso Compro oro di Grosseto, che solo tardi si accorge della manovra truffaldina, ma riesce ugualmente a far identificare i tre ladri - tre esperti del settore (come si scoprirà poi) - grazie alle telecamere. Nel frattempo la trappola si è consumata a regola d’arte: il truffato ha sganciato un migliaio d’euro; ma per capire la storia torniamo indietro di qualche giorno.
È il 7 maggio quando la polizia riceve una telefonata: «sono stato ingannato», dice in allarme una negoziante. È la titolare di un Compro oro di Grosseto che segnala come una coppia di donne - con tipico accento del sud, campano - sia entrata nel suo negozio esibendo la merce - una catena d’oro giallo e un paio d’orecchini - contrattando l’affare e vendendo la mercanzia a peso d’oro. Lei, presa visione dei monili, provvede a un sommario test: una prova superficiale per verificare che quei preziosi siano originali. E così è: il test è positivo. Affare fatto: catena e paio d’orecchini vengono venduti alla modica cifra, si fa per dire, di 800 euro, e solo dopo la commerciante, assalita dai dubbi sull’autenticità o meno dei prodotti, pensa di approfondire l'indagine: va nel suo laboratorio e procede a un test ben più approfondito per appurare che i monili siano davvero autentici. Doccia fredda: i gioielli sono vili patacche placcate d’oro, il resto è metallo. Fortuna vuole che il negozio sia dotato di telecamere e la commerciante, forte dei suoi filmati che immortalano la contrattazione, telefona alla Questura. Una pattuglia delle Volanti interviene e prende visione delle immagini. Nel frattempo la negoziante rimugina; e ripensa a un altro cliente sospetto, anche lui con accento del sud, che proprio il giorno prima è entrato in negozio per venderle - per altri 176 euro - un’altra coppia di orecchini. Presa da un secondo scrupolo va in laboratorio e ripete l’operazione: ecco un’altra patacca, la seconda in due giorni. I poliziotti avviano le loro indagini; il caso vuole che tra quelli che prendono visione delle immagini ve ne sia anche uno, appena trasferito a Grosseto, d’origine campana; il quale riconosce una delle donne, come “persona già nota” al sud per i suoi abbondanti trascorsi nel mercato delle truffe. La signora era stata fermata, in passato, anche in compagnia degli altri due; così la polizia identifica tutti e tre, incrociando le informazioni con le proprie immagini, con quelle della donna e con il video. L’uomo ha 50 anni, le donne 37 e 33. Tutti e tre hanno precedenti per truffa ai danni dei Compro oro. I tre sono stati denunciati a piede libero: dopo la truffa “maremmana” sono spariti e risultano tuttora in circolazione; un'ipotesi è che - da esperti del settore - si muovano in più parti d’Italia approfittando della buona fede altrui per mettere a segno i furti. Nelle indagini della Questura, fondamentale in questo senso, per arrivare a identificare agli autori, sono state le telecamere; come necessari per evitare (prevenire) le truffe, con ogni evidenza risultano i controlli quanto più scrupolosi possibile da parte di cittadini e commercianti sulla merce acquistata.
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