Sicurezza
«Tra un paio di mesi salderemo i nostri debiti»
L’assessore risponde ai fornitori: «È vero, il Comune di Grosseto non ha soldi perché ha liquidato 6 milioni di fatture, ora aspettiamo che rientrino risorse»
GROSSETO. Il Comune non ha più liquidi ma sta lavorando per pagare i suoi fornitori. Il debito si aggira sui 3-400 mila euro e potrebbe essere saldato nel giro di un paio di mesi. Lo spiega Paolo Borghi, assessore al bilancio del Comune di Grosseto, rispondendo ai creditori (edicolanti, baristi) che intervistati sul Tirreno di ieri 15 maggio spiegavano di non riuscire a riscuotere dall’ente locale, essendo l’ente senza più liquidità.
«È vero, soffriamo come tutti gli enti e ci ritroviamo le casse a secco - spiega Borghi - ma succede perché all’inizio dell’anno abbiamo pagato più di 6 milioni di euro per saldare i vecchi crediti: siamo convinti di aver dato comunque un segnale positivo alla città. Ora si tratta di aspettare: tra un paio di mesi incasseremo i tributi, e a quel punto saremo in grado di saldare i nuovi creditori che ora si lamentano. Li comprendiamo, ma per adesso la situazione è questa. In ogni caso non siamo indietro di 2 o 3 anni, ma di pochi mesi, e abbiamo debiti sui 3-400mila euro. Tutto ciò è fisiologico». Alla città Borghi punta a dare un segnale positivo, chiarendo che l’ente a volte mette in campo scelte dolorose. Nel momento in cui il Comune - spiega - ha dovuto capire se e come spendere i soldi a disposizione, a gennaio 2013 ha scelto di pagare i suoi creditori pendenti che, dal 2012, pesavano comunque con un forte “passivo”, sulle casse dell’ente. Per pagarli il Comune ha speso la somma di 6 milioni e mezzo di euro. Una misura di ristoro importante che ha soddisfatto molti ieri e scontentato altri oggi; ora che le casse sono a secco - è vero - una serie di fornitori dell'anno in corso non riescono a riscuotere; «ma siamo convinti - dice Borghi - di esserci sforzati e aver dato un buon segnale alla popolazione. L’alternativa poteva essere non pagare quegli importi e trovarci oggi soldi da spendere, ma non ce la sentivamo di “affamare” quegli imprenditori. Così con una delibera abbiamo pagato i vecchi crediti e bloccato il debito; abbiamo fatto una scelta e siamo andati sotto cassa, ma è stata una scelta consapevole: ora aspettiamo che arrivino i ristori dai tributi dei cittadini e salderemo i nuovi debiti». Con la Tares e la Tarsu («stiamo facendo la bollettazione») e una parte dell’Imu (tolta quella della prima casa) che arriverà a giugno (per quest’ultima si parla di circa 7-8 milioni di euro), il Comune aspetta in gloria una boccata d'ossigeno: «a quel punto la situazione sarà normalizzata. Mi spiace per il rivenditore di giornali che si lamenta di non riscuotere, e sono dispiaciuto ma non vorrei che ci si fermasse a vedere il proprio orticello invece di capire che, se il Comune tarda, non è per cattiva volontà, ma perché stiamo lavorando con difficoltà, come tutti gli enti, per metterci in pari».
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