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Torre dell’orologio «Il nulla osta c’era»

Torre dell’orologio «Il nulla osta c’era»

ORBETELLO. Alle accuse di irregolarità del Comune di Orbetello riguardo all’assenza di permessi dalla Soprintendenza di Siena per le opere pubbliche di piazza Eroe dei due Mondi, lanciate dal...

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ORBETELLO. Alle accuse di irregolarità del Comune di Orbetello riguardo all’assenza di permessi dalla Soprintendenza di Siena per le opere pubbliche di piazza Eroe dei due Mondi, lanciate dal titolare della ditta Corema, ribatte l’assessore preposto ai lavori pubblici della cittadina lagunare, Giuliano Baghini, che spiega: «il nullaosta per il restauro del busto di Garibaldi e dei cartigli c’è ed è datato al 17 ottobre 2012. Per quanto riguarda invece il famoso progetto di variante di cui parla l’imprenditore è stato appurato dagli uffici che questo risalga addirittura al 28 giugno 2010. In Comune è presente e consultabile tutta la documentazione necessaria che attesta la legittimità nell’agire attraverso la risoluzione del contratto con la Corema». In riferimento alle opere eseguite ed a quelle ancora da ultimare, e non risparmiando un giudizio personale sull'intera vicenda, Baghini prosegue. «Il Comune di Orbetello non si diverte certo nel far fallire un'azienda, ma gli atti parlano chiaro. La verità è che, nonostante i nostri solleciti, i lavori si sono trascinati nel tempo con numerosi ritardi. Ritardi dei quali abbiamo avuto modo di parlare il 14 dicembre a colloquio con il sindaco e la ditta. Il direttore dei lavori, già dai mesi estivi, aveva sollecitato all'esecuzione».

Inoltre, segnalando le date di avvio del rapporto con l’azienda pisana, l’assessore aggiunge. «Il 28 maggio è stato firmato il contratto per l’affidamento del restauro che avrebbe dovuto chiudersi dopo 120 giorni. Ci sono stati slittamenti nel posizionamento dei ponteggi e lungaggini di altro tipo. Da parte nostra possiamo dire di non essere scesi sotto il quinto d’obbligo di ribasso per il pagamento della totalità delle opere che, se fossero state ultimate e rendicontate, avremmo certamente pagato. Il punto è che la Corema ha dichiarato l’80% dei lavori eseguiti, ma ne ha di fatto rendicontati per 30 mila euro».

Claudia Della Verde

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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