Il Tirreno

Grosseto

Mabro, dipendenti chiedono la Prodi bis

di Enrico Pizzi
Mabro, dipendenti chiedono la Prodi bis

Gli operai, lunedì a Firenze tramite il proprio legale, prepareranno la richiesta di commissariamento dell’azienda

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GROSSETO. «L'appello del prefetto Valentini è servito a poco, l'azienda ci ha negato di nuovo la sala mensa».

Parla davanti ai cancelli, chiusi, della Mabro, Nadia Perino per annunciare che lunedì la rsu della Cgil sarà a Firenze, dall’avvocato, per preparare le carte necessarie a presentare, di lì a tre giorni al massimo, la richiesta della Prodi bis, in sostanza il commissariamento dell'azienda.

A rafforzare la loro decisione, le rsu della Cgil hanno messo insieme un piccolo dossier che, oltre a informare sulle condizioni necessarie per la richiesta della Prodi bis, riporta anche gli andamenti – tutti positivi – di grandi case di moda, molte delle quali ex clienti di Abbigliamento Grosseto.

Bilanci 2011 e 2012 che mostrano fatturati in crescita: Armani +13,6 per cento nel 2011, Zegna +17 per cento, Prada +19 per cento nel 2012, Hermès +22,6 per cento, Burberry +26 per cento e Ferragamo + 17 per cento. Il ragionamento che la rsu Cgil propone è basato sul fatto che Abbigliamento Grosseto, non opera nel comune settore dell’abbigliamento, ma piuttosto in quello della moda di alta gamma che, nonostante la crisi, gode di un momento particolarmente favorevole.

Dunque, «se l'azienda è in crisi – dicono – la responsabilità è da ricercare non nella difficoltà causata dalla crisi internazionale, ma nella incapacità delle ultime tre proprietà che si sono succedute, quindi ben prima che la crisi si manifestasse».

La dimostrazione, oltre che dai dati economici riportati, verrebbe anche dalla situazione della Maco di Soragna, azienda che si colloca nello stesso settore della Mabro e che, oltre a un proprio marchio, Caruso, produce anche per clienti che si servivano proprio da Abbigliamento Grosseto.

«Ha tanto lavoro – si legge nel dossier – da dover programmare la propria attività per tutti i sabati fino alle ferie estive» e impiega circa 600 persone. Secondo la rsu Cgil, dunque, non è vero nemmeno che il numero di persone impiegate in Mabro sarebbe troppo elevato e che basterebbero 60-80 addetti. «Tali affermazioni – dicono – derivano da una non conoscenza del settore e dall'illogico teorema che le crisi si risolvono riducendo il personale».

La richiesta della Prodi bis risponderebbe, dunque, all'esigenza di eliminare dalla scena l'imprenditore, che sarebbe sostituito da un commissario ministeriale che potrebbe consentire a Mabro di agganciare le prospettive di recupero che il dossier illustra.

«Non è vero – dice Nadia Perino – quello che hanno tentato, in tanti, di farci credere, che si tratti di una procedura complessa: è semplicissimo, invece, non serve la presentazione di un piano, basta lo stato di insolvenza dell'azienda e la presenza di almeno 200 dipendenti. Dispiace che alcune nostre colleghe continuino a voler lavorare, senza stipendio, non è la nostra linea, la soluzione del concordato in bianco favorisce soltanto Barontini». Dunque il 20 è in programma l’appuntamento dell'avvocato, a Firenze, e in due o tre giorni la richiesta della Prodi bis sarà depositata.

«Finalmente – conclude Nadia Perino – certo se ci avessero dato ascolto, anche in Cgil, e l'avessimo presentata prima, sarebbe stato meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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