I renziani parlano chiaro «Congressi aperti a tutti»
Il comitato grossetano critica duramente la linea del Pd, a livello nazionale e locale: «Immobilismo e conservazione, serve un deciso cambio di passo»
GROSSETO. Il Pd deve darsi una mossa, a livello nazionale, ma anche a livello locale. Il comitato per Renzi esce allo scoperto e chiede un profondo rinnovamento. E, soprattutto, un congresso aperto anche a nuovi simpatizzanti. Per non ripetere l’errore fatto con le primarie, quando i tanti paletti, di fatto, impedirono a nuovi elettori di avvicinarsi al partito. Con tutto quello che ne è venuto: la vittoria di Bersani, il disastro elettorale, il fallimento del segretario nel formare il governo prima e eleggere il presidente dopo. E anche l’elezione di Epifani non piace ai renziani: non è un segnale di cambiamento, ma l’ennesimo atto di conservazione dell’apparato.
«L’elezione del segretario Epifani ha dimostrato che il nostro partito si ritrova ancora una volta a vivere la sindrome dell’autoconservazione apicale e delle relazioni di apparato – scrivono –. Non discutiamo l’uomo, tantomeno la sua storia, gli auguriamo di poter conseguire gli obiettivi tracciati, ma non comprendiamo la mancanza di coraggio che l’assemblea ha dimostrato fuori dal tempo e fuori dai temi».
«La mancanza di una direzione netta, demandando tutto al congresso, può essere una soluzione per il gruppo dirigente, ma non è la soluzione per i cittadini e per le imprese che oggi hanno bisogno di certezze e di azioni concrete. Il nuovo paradigma che da subito dobbiamo costruire deve vedere come protagonisti una rinnovata classe dirigente, che sia pronta a prendersi le sue responsabilità, interpretando i bisogni, i diritti e i doveri, che in molti chiamano “la nuova società”. Lo possiamo fare da subito, guidando con il partito, l’azione del governo Letta, iniziando la fase riformatrice che il paese ci chiede».
«Tutto questo deve essere gestito al livello locale, perché questa assenza di una linea politica che tracci la rotta da percorrere e questo immobilismo culturale che da tempo ha attraversato il nostro partito, non ci soddisfa né come democratici né tantomeno come cittadini. Ciò significa chiedere l’assunzione di responsabilità da parte di chi ricopre ruoli che proprio nei momenti difficili dovrebbe concertare strategie e soluzioni per il nostro territorio. L’attuale inerzia è frutto di una volontà politica che preferisce rimandare scelte piuttosto che cercare di indicare quelle linee di governo di cui abbiamo bisogno subito Questa situazione deve cambiare, o chi ha una responsabilità è disposto a indicare la via o crediamo che da subito si debba attivare un processo di cambiamento del partito a tutti i livelli. La possibile corrente delle idee è per noi già iniziata, e abbiamo creato ormai da tempo uno spazio pubblico (Posto Pubblico) dove le varie culture e anime del partito e della società grossetana possono condividere analisi e proposte per unire quello che ormai da troppo tempo qualcuno ha voluto dividere. Il congresso sarà sicuramente per questo movimento l’occasione per aprirsi e confrontarsi con proposte diverse e condividere nuove strade e obiettivi comuni. Tuttavia pensiamo che questo evento dovrà essere aperto a tutte quelle persone che credono nel Pd, che siano iscritti o nuovi simpatizzanti. Penseremo al futuro di questo territorio e parleremo con i suoi abitanti, senza bisogno di normalizzatori o di visioni unitarie preconfezionate. È imperativo che la dirigenza comprenda limiti e potenzialità del mandato che gli verrà affidato e che attraverso le rispettive posizioni ci sia una maggioranza operativa ed una minoranza responsabile».
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