Attenzione
Greggi assalite, i pastori in assemblea
Stasera a Santa Caterina si incontrano gli allevatori della zona: «Una lotta insostenibile, il danno è incommensurabile»
ROCCALBEGNA. «Rabbia e indignazione». Con questo stato d’animo, i pastori con aziende agricole e allevamenti che si spalmano dalle pendici dell’Amiata fino alla maremma di Scansano, Saturnia e Manciano, andranno ad un’assemblea che su iniziativa di Virgilio Manini, di Saturnia, si terrà a Santa Caterina (Roccalbegna), alle 21 di stasera.
Un incontro da cui uscirà fuori un documento delle condizioni in cui si sta riducendo la pastorizia di un territorio eccellente e vocato all’allevamento, ed oggi messo in ginocchio dai persistenti attacchi dei predatori che dal 1999, ormai, paiono moltiplicati e inarrestabili. Un motivo che ha spinto molti pastori a gettare le chiavi degli ovili e a chiudere bottega, tante sono le perdite subite e cresciute nel corso degli ultimi 10-13 anni. «Ormai insostenibile reggere questa lotta quotidiana - spiega lo stesso organizzatore dell’assemblea, Virgilio Manini - Siamo dei condannati senza aver commesso il reato. La chiusura di aziende un tempo fiorenti e rinomate sono, per un vasto territorio, un danno economico e ambientale incommensurabile. Scompaiono i pastori, presidi storici e millenari di un territorio che è stato mantenuto integro e rispettato per secoli. Un danno economico che non è solo per l’allevatore che perde la pecora per un’aggressione, e che vale, di per sé, 100 euro, ma è una perdita che viene spalmata su tanti soggetti e ricade, a pioggia, su tutta la filiera legata alla carne ovina e al latte. Alla fine la perdita di un capo ovino viene a costare fra tutto 300 euro».
Nell’assemblea sarà affrontato il problema della ormai vecchia diatriba della tipologia dei predatori, se lupi puri, ibridi, cani inselvatichiti o addirittura cani da guardania: «Un argomento che affronteremo ma che non ci aiuta molto a risolvere un problema sul quale chi di dovere deve mettere le mani. E’ vergognoso che si risparmi sulle cose essenziali, come potrebbero essere i servizi degli ospedali e addirittura si ignorino le gravissime perdite economiche degli allevatori. Si manda in rovina una categoria intera di lavoratori e un territorio intero».
Manini affronta anche un altro argomento che gli sta a cuore: “Con queste distruzioni di greggi, spediamo a farsi friggere anche il miglioramento genetico ottenuto con la cura e l’attenzione ai nostri greggi nel corso degli anni e anche questa è una gravissima perdita che va messa nel salatissimo conto che stiliamo quotidianamente e paghiamo sulla nostra pelle”. Il documento sarà inviato al prefetto e ai sindaci dei Comuni più colpiti affinchè, afferma Manini «le istituzioni si impegnino definitivamente per dare una svolta alla risoluzione di un problema che oggi ci sta demolendo».
Fiora Bonelli
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