Finanza
«Per il Campese una chance persa»
L’ex sindaco gigliese: «Perché non usare per il ripascimento la sabbia granitica estratta sotto i fondali della Concordia?»
ISOLA DEL GIGLIO. La tragedia del naufragio della Concordia è stata un’occasione persa per un grande intervento di riqualificazione ambientale e di ripascimento della spiaggia del Campese. A dirlo è l’ex sindaco del Giglio Armando Schiaffino.
«Desta perplessità e stupore dover rilevare – osserva Schiaffino – che non si sia approfittato delle trivellazioni del fondo marino granitico per utilizzare in loco le centinaia di tonnellate di sabbia granitica prodotta anziché trasportarle, onerosamente, in cave del continente. Certamente tale operazione di riutilizzo in loco doveva essere concertata con uno specifico protocollo d’intesa fra Provincia e Comune di isola del Giglio per disciplinare le fasi degli interventi ma i vantaggi sono facilmente intuibili». A cominciare dal fatto di poter disporre per i ripascimenti «di materiale sabbioso di origine locale prospiciente una cava dismessa, materiale – aggiunge Schiaffino - a cui le prime mareggiate avrebbero in modo naturale restituito il giusto taglio granulometrico e a cui gli agenti atmosferici, ossidando le componenti dei granelli granitici, avrebbero di nuovo conferito il primitivo aspetto dorato». Proprio quel colore, ricorda Schiaffino, che la spiaggia del Campese aveva agli inizi del Novecento, prima che iniziasse lo sfruttamento minerario della cosiddetta valle dell’Allume, contigua all’arenile. Da qui il senso di una grande occasione sprecata secondo Schiaffino.
«L’occasione assolutamente eccezionale del naufragio della Concordia non doveva essere lasciata passare invano – dichiara l’ex primo cittadino dell’isola - Chi autorizzerebbe in condizioni normali interventi ambientali come quelli resi necessari dalla rimozione del relitto della nave? Chi si sarebbe tirato indietro in questo clima di superesposizione mediatica davanti a una proposta che, a fronte di una tragedia, consentiva per lo meno di realizzare, in positivo, un impegnativo intervento di riqualificazione ambientale e di riassetto idrogeologico di una zona di alto pregio del Parco naturale dell’Arcipelago toscano?». Per Schiaffino «la responsabilità politica di tale vicenda è segno di incapacità gestionale dell’attuale organo di governo dell’isola che, forte di un consenso popolare (elettorale) di oltre il 60 per cento, continua a interpretare argomenti come il recupero dei sistemi dunali come espressioni di un frasario ambientalista da sempre osteggiato quando invece la tutela dei beni naturalistici avrebbe un ritorno economico importante anche per gli stessi operatori turistici».
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