Il Tirreno

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Costa concordia

Parti civili all’attacco «Vittime dimenticate»

di Pierluigi Sposato
Parti civili all’attacco «Vittime dimenticate»

I legali hanno definito uno «scandalo» il consenso dato dalla Procura Ma il pool è soddisfatto: «Confermata la bontà del nostro lavoro»

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GROSSETO. Il giudice Pietro Molino ha congedato le parti con una frase che può voler dire molto oppure niente: «Preparatevi a tutto, anche a un’eventuale discussione». Che cosa significa? Potrebbe voler dire che domani, quando l’udienza preliminare per la Concordia riprenderà, i patteggiamenti potrebbero essere ritenuti non congrui e che quindi accusa, parti civili e difese potrebbero essere chiamati a sostenere la discussione. Oppure potrebbe essere una frase di circostanza, valida in ogni situazione, pronunciata proprio per non anticipare niente.

«Scandalo». La risposta domani alle 9,30, dopo la pausa che il gup si è preso per valutare le richieste di patteggiamento avanzate dalle difese, con il consenso della Procura. Chissà insomma se anche domani sarà battaglia, se anche domani si accenderanno gli animi come ieri, quando le difese hanno avanzato le richieste. Ad aprire il fuoco sono stati gli avvocati delle parti civili: «È uno scandalo. Siamo arrabbiati con la Procura - ripete a ogni giornalista l’avvocato Massimiliano Gabrielli (Giustizia per la Concordia) - perché non ha dato dignità alla posizione dei passeggeri e ha avallato semplicemente le richieste di patteggiamento, senza subordinare la sospensione al risarcimento. Chiediamo che il reato colposo venga riqualificato in dolo eventuale. Abbiamo chiesto di sequestrare una nave a garanzia delle richieste: una nave simile, come la Diadema in costruzione nei cantieri di Marghera. E anche quote azionarie, così da bloccare Costa nelle sue responsabilità».

Una sola direzione. Di scandalo parla anche Giuliano Leuzzi (Codacons): «E' stata confermata la direzione a senso unico di questo processo contro il solo comandante Schettino - aggiunge - accantonando tutte le ulteriori responsabilità degli altri imputati, non meno gravi delle prime, così come sono state sino ad oggi ignorate quelle di Costa Crociere».

Provvisionale. Tutti hanno chiesto il sequestro ma gli avvocati Lucchese e Sclano (Sos Concordia) a corredo del patteggiamento anche «una provvisionale immediata, anche simbolica, comunque quantificata in 50mila euro per ciascuno dei nostri assistiti», così da evitare che il patteggiamento allunghi i tempi, dato che la scelta del rito determina per il risarcimento il passaggio alla competenza del giudice civile.

Ricorso. L’avvocato Michelina Suriano, invece, dichiara di aver presentato ricorso contro il patteggiamento da 1 milione di Costa Crociere. Il difensore di alcuni naufraghi si è rivolta alla Procura generale presso la Corte di appello di Firenze.

Integrazione dei reati. La Procura in apertura di udienza ha integrato il capo di imputazione comprendo tra le vittime anche coloro che non erano stati indicati nella richiesta di rinvio a giudizio. Respinta dal gup l’eccezione di incompatibilità di Costa Crociere come responsabile civile e come parte offesa.

Procura soddisfatta. In conclusione di udienza, il pool di pm ha redatto un comunicato, in cui dichiara di ritenere «adeguate le pene» dei patteggiamenti in base all’apporto di ciascuno dei cinque di fronte «alla gigantesca responsabilità di Francesco Schettino che li ha trascinato a fondo con sé». La Procura osserva che le richieste «confermano la bontà del lavoro di questo ufficio» e rileva come «il fattore “umano” sia stato esclusivo nella dinamica degli eventi e deve essere ancora ribadito come l’imputato Schettino porti il peso quasi esclusivo della impressionante catena di errori commessi». «Evidentemente incongrua per difetto e quindi iniqua» viene definita la proposta di patteggiamento di 3 anni e 4 mesi avanzata dal comandante».

«Proposta ridicola». «Ha chiesto di patteggiare anche Schettino ma la pena proposta era ridicola, mi ha fatto sorridere, e comunque non se ne parla proprio», ha detto il procuratore capo Francesco Verusio a commento dell’udienza. «Si rappresenta, ad ogni buon conto - conclude il comunicato - che l'esercizio dell'azione penale non può essere comunque, mai, utilizzato come mezzo di pressione per le trattative aventi ad oggetto il risarcimento dei danni delle persone offese. Da ultimo, spiace essere costretti ancora una volta a dover ribadire che rappresentano mere illazioni i continui richiami a misteri e lacune nella ricostruzione della vicenda».

Due pesi e due misure. Il rifiuto della Procura ad accogliere il patteggiamento è stato commentato aspramente dalla difesa del comandante: «Evidentemente ci sono due pesi e due misure - dice l’avvocato Francesco Pepe - Schettino a questo punto rischia di essere l'unico processato».

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