Finanza
Crisi, dal simposio della Cgil le proposte per ripartire
CASTELL’AZZARA. Ha riscosso gran successo l’iniziativa della Cgil di sabato 11 maggio, a Castell’Azzara, dedicata a “Una politica per il lavoro nel comprensorio dell’Amiata”, con il segretario...
CASTELL’AZZARA. Ha riscosso gran successo l’iniziativa della Cgil di sabato 11 maggio, a Castell’Azzara, dedicata a “Una politica per il lavoro nel comprensorio dell’Amiata”, con il segretario regionale della Cgil, Alessio Gramolati, quello della Camera del lavoro Claudio Renzetti, il responsabile della Cgil dell’Amiata Tiziano Lazzarelli e il sindaco Marzio Mambrini, messi attorno a un tavolo dal tessitore della manifestazione, Paolo Rossi, funzionario Flai Ggil di Grosseto. Nella sala stracolma c’erano dipendenti delle aziende in crisi, come Floramiata, Nuova Rivart, ex Amtec, cooperative forestali.
La crisi economica si fa sentire forte in Amiata e mette in ginocchio interi territori e comparti produttivi. «La crisi si acuisce in montagna – ha detto Gramolati – perché c’è scarsa dotazione infrastrutturale, bassa densità abitativa e alta incidenza della popolazione anziana». Il quadro non è roseo, come hanno rimarcato sia i relatori che i lavoratori, come quelli della Rivart, un fiore di azienda che ha chiuso tutta una linea, lasciando in piedi solo quella dell’estrazione del tannino. Oppure la Floramiata in bilico e in gravissime difficoltà. «A questo incontro – commenta Mambrini – erano stati invitati sindaci, la Provincia, sindacati, associazioni di categoria, aziende e forze sociali. Ma le istituzioni non si sono viste...».
Mambrini ha presentato anche l’idea di un’Amiata sola e unita come antidoto alla crisi: «L’Amiata – ha detto – non è come un panettone che si divide in due parti. È un tutt’uno, nel bene e nel male. Bisogna pensare a una riunificazione per fronteggiare il momento così drammatico».
Anche Renzetti ha sottolineato che «crisi economica e disoccupazione si contrastano con politiche economiche nazionali, ma anche con scelte calate sui territori. Sull’Amiata c’è un problema serio che sta investendo diverse realtà produttive di medie dimensioni, con rischi concreti che riguardano circa 600 lavoratori. Sin dalla fine dello scorso anno il Comune di Castell’Azzara ha svolto un monitoraggio dei problemi, lanciando l’allarme per una situazione che sta degenerando senza che s’intraveda un disegno complessivo di rilancio dell’economia».
Il convegno è stato un punto di partenza e anche Mambrini,seppur deluso dell’assenza degli amministratori, lo considera «il primo atto di un percorso lungo e impegnativo per cui è urgente la costituzione di un tavolo con molti attori». (f.b.)
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