Sicurezza
«O riparte la produzione o si fallisce»
Barontini scrive una lunga lettera alle maestranze e alle istituzioni e conferma la ricerca di partner
GROSSETO. La Prodi bis non rappresenta il miracolo che salverà azienda e lavoratori. E per richiederla, serve che la fabbrica torni a lavorare. Andrea Barontini si siede di nuovo davanti al computer e scrive. Scrive alle maestranze, a quelle che ogni mattina vanno al lavoro e a quelle che hanno deciso di restare in sciopero fino al 27 maggio, intanto. Scrive alle istituzioni, che stanno seguendo giorno dopo giorno la vertenza Mabro e scrive anche ai sindacati. Una lettera in 11 punti, per chiarire la situazione della società e per fare l’ennesimo appello: quello della ripresa della produzione. «Siamo di fronte a una crisi aziendale seria - dice - che può e deve essere affrontata: e il piano presentato dai nostri consulenti, è l’unico possibile per salvare la Mabro». La lettera di Barontini consegna nelle mani delle maestranze anche alcuni numeri: quelli degli ordini in portafoglio, che il 15 aprile raggiungevano un milione e duecentomila euro circa. «Una cifra, questa - aggiunge - che evidenzia la necessità della normale ripresa produttiva dell’azienda con il ritorno al lavoro di tutti i dipendenti necessari ad evadere correttamente gli ordinativi». Ma anche il prospetto di presenze/fatturato, che da gennaio ad oggi, secondo l’imprenditore, ha ricalcato l’andamento della vertenza. A gennaio, con 119 persone al lavoro, Abbigliamento Grosseto ha fatturato 143mila 422,63 euro. Ad aprile, con sole 37 maestranze 105mila. Il picco più alto c’è stato a febbraio, dove il fatturato ha toccato quasi 480mila euro.
Tornare al lavoro, quindi, anche per ottenere la Prodi bis. «I documenti devono essere redatti con criteri precisi - dice - e soprattutto devono prevedere due strade: o la cessione del complesso aziendale oppure la ristrutturazione economica e finanziaria dell’impresa». Il ragionamento seguito da Barontini è lineare: «Se non prepariamo bene la richiesta di Prodi bis - dice - e se non la proponiamo in termini ottimali, la soluzione sarebbe soltanto una: il fallimento e quindi la perdita di posti di lavoro oltre che la scomparsa di una vera e propria eccellenza produttiva qual è la Mabro».
Un allarme che in azienda suona da qualche giorno e che ha contribuito a far aumentare la preoccupazione delle donne e degli uomini della Mabro. Le proposte ora sono sul tavolo: da un lato quella della rsu Cgil, dall’altra quella di Barontini. Al centro della prima c’è la Prodi bis, al centro della seconda, invece, «l’impegno a ricercare partners finanziari e acquirenti seriamente interessati a rilanciare l’azienda». (f.g.)
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