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I nuovi poveri sono in crescita Diecimila i grossetani assistiti
Sono aumentate del 12 per cento le persone che si sono rivolte a Comune e Coeso nel 2012 Il sindaco: «Ormai ci sono famiglie che non arrivano nemmeno alla prima settimana del mese»
GROSSETO. «Crescono le situazioni di bisogno, ormai non si può parlare più solo di terza o quarta settimana, ci sono famiglie che non arrivano nemmeno alla prima».
Il sindaco Emilio Bonifazi ha, davanti, i dati del 2012 relativi al numero dei cittadini che si sono rivolti al Coeso per servizi e prestazioni sociali, socio sanitarie e socio assistenziali: 9.643 persone, circa il 12 per cento in più rispetto all'anno precedente, con una crescita sensibile delle nuove povertà. Ieri amministrazione comunale e Consorzio hanno fatto il punto sull’attività e sul bilancio.
I Comuni destinano al Coeso 46 euro per abitante, per una serie di servizi i cui costi gravano sempre più sulle comunità locali, visto che «Non abbiamo più il fondo nazionale per l'autosufficienza – dice Bonifazi – ed è stato azzerato il fondo per il sociale». All'incremento della domanda, però, non corrisponde un incremento della spesa, anzi il costo delle prestazioni si è ridotto, dal 2010 al 2012, di oltre 300mila euro.
«L’aver saputo dare risposta a 9.643 cittadini ci rende orgogliosi – commenta Bonifazi – ma ci deve far riflettere: la crisi impone uno sforzo ancora maggiore: sono sicuro che il sistema grossetano saprà rispondere a questa sfida». Nel dettaglio dei numeri, hanno usufruito del solo servizio di orientamento e consulenza, di colloqui con educatori e altre figure professionali, oltre 1.800 i cittadini: tra loro molte persone “spaesate” dalle difficoltà economiche sopraggiunte o, addirittura, dalla semplice percezione della crisi.
Degli altri 7.800 utenti circa presi in carico, più 4.700 hanno ottenuto servizi e prestazioni direttamente dalla società della salute, in alcuni casi integrata con il volontariato, oltre 2.300 in forma integrata con l’Asl9 (circa 800 persone non autosufficienti), mentre circa 800 cittadini che hanno ricevuto prestazioni socio educative realizzate insieme agli uffici comunali: attività estive per bambini, attività educative per adulti, ma anche prestazioni come il pagamento degli affitti.
Per quanto riguarda i servizi socio assistenziali puri, ne hanno usufruito 4.753 cittadini e di questi per la maggior parte si tratta di interventi “classici”, rivolti a anziani autosufficienti, minori, adulti in stato di bisogno. Sono state 45 le azioni sulle povertà estreme e 136, invece, gli interventi per attenuare l’emergenza abitativa a Grosseto.
Il target in crescita è quello delle nuove povertà: 1.417 persone che, pur non avendo problemi sanitari e non essendo in condizioni di povertà estrema, stanno subendo le conseguenze delle crisi e non hanno prospettive immediate di miglioramento.
«Non è da sottovalutare – dice il direttore del Coeso, Fabrizio Boldrini – il fatto che alla crisi economica si unisce anche il crollo del sistema famiglia e diventano più fragili anche le organizzazioni di volontariato», con cui Coeso continua a interagire. Basti pensare alla collaborazione con la Caritas e ai 4.310 cestini pranzo distribuiti attraverso il Ceis quando la mensa della Caritas è chiusa.
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