Gioco
«Nell’attentato di Palazzo Chigi ho rivisto la tragedia di mio marito»
La vedova di Antonio Santarelli, il carabiniere ucciso a Sorano, spiega: «Aggressioni simili. Vorrei incontrare il suo collega Giangrande»
«Mi piacerebbe incontrare Giuseppe Giangrande. È ricoverato nella clinica di Montecatone, la stessa che accolse Antonio. Vorrei andare a trovarlo per vedere come sta». Claudia Francardi, moglie del carabiniere Antonio Santarelli, aggredito nel 2011 a colpi di bastone dopo aver fermato l'auto di un gruppo di ragazzi per un controllo vicino a un rave party a Sorano e morto dopo un anno di agonia, rivolge il pensiero al collega del marito, Giuseppe Giangrande, aggredito anche lui quella tragica mattina di Pasquetta. Giangrande ha perso un occhio.
Oggi (lunedì 13 maggio 2013) a Firenze è stato il giorno dell’udienza preliminare per i tre aggressori minorenni dei due militari. Un quarto aggressore, Matteo Gorelli, l'unico all'epoca maggiorenne, è stato già condannato all'ergastolo. In questo giorno Claudia Francardi, presente in aula, traccia un parallelo con l'attentato ai carabinieri avvenuto davanti Palazzo Chigi due settimane fa. «Vedere quegli spari in televisione è stato molto doloroso - ha spiegato la vedova - anche perché in questi mesi ho cercato di lanciare messaggi di speranza a tutte le persone che ho incontrato. Purtroppo paga ancora chi non c'entra niente». L'aggressione subita dal marito e quella avvenuta davanti Palazzo Chigi «sono simili - ha continuato Claudia - perché sono stati provocati da due persone che avevano dentro di sé il vuoto. In questa società povera di valori è molto facile che due persone, fragili, commettano atti insensati. Noi non vogliamo vendetta, perché non serve a ridarci Antonio».
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