Il Tirreno

Grosseto

Mabro, sindacati divisi sulla strategia da usare

di Enrico Pizzi

L’unità fra i rappresentanti dei lavoratori pare ancora molto difficile Franceschetti (Uil): «Ora non ci sono le condizioni per un’assemblea condivisa»

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GROSSETO. «L'unità sindacale sulla vertenza Mabro? I tempi non sono ancora maturi».

Lo dice il segretario della Filctem Cgil Furio Santini, ma lo conferma anche Roberto Franceschetti, della Uilta Uil, parlando dell'assemblea che è stata convocata dalla Cgil, nella sede della Camera del lavoro di Grosseto, lunedì mattina. «Al momento – dice Franceschetti – non ci sono le condizioni per un'assemblea unitaria, anche se ci avevamo pensato». La Cisl, invece, chiede di tornare a trattare con l'azienda. La Cgil, che in questa vertenza ha mostrato più di qualche crepa al suo interno, prova a ricostruire una propria linea di condotta con un'assemblea che, almeno nelle intenzioni di Santini, non dovrebbe essere pubblica. Il sindacalista sente il bisogno di un confronto libero, lontano dai riflettori, con le sue iscritte e con la rsu Cgil. «Vogliamo sapere dalle nostre iscritte cosa pensano – dice – visto anche che la prossima settimana ci sarà la decisione del giudice del lavoro sulla denuncia per comportamento antisindacale. E poi cogliamo parlare con le nostre iscritte per decidere una linea che, comunque, va verso una richiesta della Prodi bis da parte delle stesse lavoratrici». Santini auspica, a breve, un'assemblea unitaria «Ma i tempi – dice – non sono maturi perché in queste settimane si è consumato uno strappo importante. Spero, però, che alla fine si trovi qualcosa che riesca a unire i lavoratori, anche perché, come è stato detto anche dalla Cisl, l'obiettivo è comune, anche se si sono prese strade diverse, strade che debbono ricondursi a una visione unitaria, perché non si possono spaccare i lavoratori, perché questo non porta a niente».

Se Franceschetti si imita a notare che da Firenze non è arrivata alcuna novità di rilievo, che giustifichi l'urgenza di un'assemblea, il segretario provinciale della Femca Cisl, Fabio Della Spora lancia, invece, la proposta di tornare a trattare con l'azienda, proprio alla luce di ciò che non è arrivato dall'incontro fiorentino con le istituzioni. «Le proposte che l'azienda a messo sul tavolo – dice – sono inaccettabili, è inaccettabile che non si sappia chi è l'interlocutore per gli aspetti economici, visto che nelle stesse ore in cui in Regione Franchi diceva che avrebbero pagato gli stipendi appena fossero entrati dei soldi, in azienda Barontini ha detto che avrebbe pagato circa il 30% degli stipendi di gennaio. E poi – prosegue – i tempi sono inaccettabili: tra il 15 o il 30 giugno, per la presentazione della richiesta della Prodi bis, non cambia nulla per Franchi e per l'azienda, mentre per i dipendenti sarebbe una certezza in più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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