Sicurezza
E la Maremma si scoprì terra di cinema
Applausi ed emozioni alla prima edizione del Premio Monicelli. La vedova: «Mario era legatissimo a questo territorio»
GROSSETO. La prima edizione del Premio Monicelli si chiude con un teatro Moderno scrosciante di applausi e una Grosseto che si ritrova inaspettatamente terra di cinema. Il riconoscimento, ideato per Fondazione Grosseto Cultura dal direttore del Taormina Film Fest, Mario Sesti, e istituito col contributo della Camera di commercio e la collaborazione di Provincia e Comune, va a Fausto Brizzi. Il regista è stato premiato dal presidente della Fondazione, Loriano Valentini, in una serata che ha regalato emozioni e sorrisi, ricordi e sorprese. Un po’ come è la commedia.
Il palco del Moderno si è trasformato in un salotto dove Brizzi, Sesti, Jacopo Mosca e la madrina della serata, una bella e simpatica Sabrina Ferilli, attrice prediletta da Brizzi, hanno preso per mano gli spettatori in sala (circa 600) e li hanno accompagnati nel mondo magico del cinema, raccontando aneddoti, curiosità e ricordando Monicelli. Che, come un padre, li ha a sua volta guidati davanti o dietro la macchina da presa.
Con il maestro ha mosso, infatti, i primi passi Sabrina Ferilli, diretta dal regista ne “I picari” (1988), terza pellicola dell’attrice romana. A Monicelli guarda poi l’opera di Brizzi, il cui prossimo film, “Indovina chi viene a Natale” (annunciato in anteprima a Grosseto e in cui reciteranno Sabrina Ferilli e Cristiana Capotondi) si ispira a “Parenti serpenti” di Monicelli. A Brizzi è andato anche il saluto e l’augurio di Chiara Rapaccini, compagna di Monicelli, che ha scritto un messaggio letto sul palco.
Un messaggio che ha commosso la platea, che ha scoperto un Monicelli innamorato della Maremma. Qui, ha raccontato Rapaccini, «Mario viveva almeno tre mesi l’anno» e a questa terra «era legatissimo. Amava questo territorio e le sue campagne tra Orbetello, Polverosa e Albinia. Luoghi dell’anima oggi feriti» ai quali Rapaccini ha chiesto fosse offerta «una dedica speciale».
La serata ha regalato tanti momenti divertenti. Come quando il “cinegustologo” Marco Lombardi ha spiegato come un film si può raccontare attraverso il gusto, e c’è da crederci visto che il Premio Monicelli è un antipasto del festival cinematografico DiVino Commedia (in programma dal 17 al 19 maggio). O quando sono state proiettate le clip tratte dai film di Monicelli e Brizzi, da “Amici miei” a “Femmine contro maschi”, commentate dal regista con Mario Sesti e Jacopo Mosca. E perfino un paio di fuoriprogramma. Il primo quando Brizzi e Ferilli hanno chiamato sul palco Marco Moretti dell’associazione Il Calamo, che ha “ricamato” con l’inchiostro la pergamena con le motivazioni del premio e ha recitato versi di Dante suscitando l’ammirazione di Sabrina Ferilli («Dovevano darlo a lui il premio», ha detto sorridendo l’attrice). Il secondo quando sono saliti sul palco Valentini, il presidente della Camera di commercio Gianni Lamioni, il presidente della Provincia Leonardo Marras e il sindaco Emilio Bonifazi, che la Ferilli ha voluto conoscere di persona («Il sindaco qual è? Ma lei è amato?», ha chiesto sciogliendo l’emozione in sala).
Dopo il premio, un omaggio all’attore simbolo della commedia all’italiana, Alberto Sordi, protagonista del documentario dei fratelli Carlo e Luca Verdone, che era presente alla serata. E un tuffo al cuore è venuto alla platea quando un passaggio del documentario ha mostrato un backstage di “In viaggio con papà” (1982) e dietro a Sordi e Verdone si sono intravisti i declivi di Punta Ala, dove fu girata una parte del film. Già allora il cinema aveva acceso i suoi riflettori sulla Maremma, consacrati oggi da questo premio.
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