Attenzione
Due bacini per un Ombrone sicuro
I progetti del Consorzio di Bonifica: laghi artificiali sul Gretano e sul Lanzo. E dragaggio delle isole di ghiaia nel fiume
GROSSETO. Il 12 novembre scorso, mentre Albinia finiva sotto un metro e mezzo di acqua e fango, Grosseto ha rischiato un altro 1966, perché l’Ombrone ingrossato dalle piogge e dagli affluenti premeva furioso sull’argine della golena. Fortuna volle che il vento “giusto”, maestrale e non scirocco, permise al mare di accogliere il fiume nel suo abbraccio, senza fare muro come avvenne 47 anni fa. Da allora i responsabili dei consorzi di bonifica stanno lavorando perché questo rischio non venga più corso.
Si lavora su due piani. Su quello istituzionale, perché è in corso il processo che porterà, come stabilito dalla legge regionale voluta da Annarita Bramerini, all’unificazione dei due consorzi della nostra zona (Bonifica grossetana e Osa-Albegna), di tre comunità montane (Colline del Fiora, Val d’Orcia e Val di Merse) e di quella parte di territorio attorno a Siena che è gestito dalla Provincia, e sul piano pratico, con una serie di lavori previsti a breve tempo, fra i quali il dragaggio delle isole di sabbia dell’Ombrone, e a lunga scadenza, con la realizzazione di due invasi sugli affluenti Lanzo e Gretano.
Ne parliamo con Fabio Bellacchi, presidente del consorzio di bonifica grossetana. Quando il processo di unificazione sarà completato, a marzo 2014, potrebbe essere chiamato a guidare il superconsorzio da 612mila ettari. Certo è che, per lui, sono questi giorni frenetici.
«In attesa che sia completata la fusione – ci dice – siamo al lavoro nella nostra zona e su più fronti. Abbiamo in programma il “riscavo” di tutti i canali del nostro comprensorio. Stiamo anche progettando i pennelli a mare di fronte all’argine di Alberese, necessari per la protezione della costa. Inoltre stanno per iniziare i lavori per due casse di colmata sul Bruna: una all’altezza del Madonnino e una più a monte, vicino al castello della Pia dei Tolomei (nel comune di Gavorrano, ndr). Infine stiamo per ristrutturare totalmente l’idrovora del Casotto dei Pescatori. Sono tutte opere per le quali abbiamo già i finanziamenti».
E il muro di Istia? Quello chiesto da un comitato di abitanti finiti sott’acqua a novembre?
«Abbiamo fatto la conferenze dei servizi, adesso sono da fare gli espropri. Contiamo di iniziare i lavori nel giro di due mesi. Il nostro obiettivo è avere l’opera pronta intorno alla metà di settembre, in tempo per l’arrivo della brutta stagione. La gente di Istia stia tranquilla, siamo nel pieno rispetto dei tempi».
Veniamo all’Ombrone, il grande fiume amico dei grossetani. Ma anche il fiume che ogni inverno si gonfia minaccioso.
«Il rischio, a novembre, c’è stato. Ma non così forte come si è detto, c’era ancora argine. Però la Regione ha dato incarico all’università di fare uno studio per capire cosa si possa fare per mettere in sicurezza il fiume. Insomma, ha preso il segnale sul serio. E noi stiamo preparando un progetto pilota per il dragaggio della breccia dall’alveo, per rimuovere le principali isole di ghiaia che si sono formate. Ci vedremo a giorni in Regione per decidere come muoverci».
Ma sarà sufficiente?
«Sarà sicuramente un primo passo. Però la totale messa in sicurezza l’avremo quando saremo riusciti a realizzare gli invasi in alto, dove c’è ancora spazio. Il progetto per quello sul Gretano, da tre milioni di metri cubi, c’è già. Servono 25 milioni di euro, ma con Regione, Ato e privati possiamo trovarli. Non dimentichiamo che il bacino vorrebbe dire anche produzione di energia elettrica, sono previste le turbine nell’opera, e la soluzione dei problemi di siccità estivi. Un secondo bacino, invece, potrebbe nascere sul torrente Lanzo, ne abbiamo parlato con un gruppo di privati che sarebbe interessato a realizzarlo. In sostanza sarebbero due bacini gemelli su due valli una accanto all’altra, che ci darebbero il controllo sulle piene degli affluenti e quindi su quelle dell’Ombrone».
@guifiorini
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