Attenzione
Un’interrogazione di Sel: Mabro diventa nazionale
GROSSETO. Questa volta la politica si è mossa davvero. La parlamentare di Sel Marisa Nicchi, maremmana come le donne che stanno portando avanti la vertenza Mabro, due giorni fa era davanti ai...
GROSSETO. Questa volta la politica si è mossa davvero. La parlamentare di Sel Marisa Nicchi, maremmana come le donne che stanno portando avanti la vertenza Mabro, due giorni fa era davanti ai cancelli a testimoniare la propria solidarietà. La sua presenza non è stata il semplice passaggio della politica davanti alla Mabro e alle telecamere. È stato qualcosa di più: ieri la parlamentare si è messa al lavoro per presentare un’interrogazione parlamentare, la prima sulla vertenza, al ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato per richiamare l'attenzione del Governo sulla questione dell'azienda d'abbigliamento grossetana Mabro, le cui operaie sono in sciopero ormai da quasi una settimana, «punta dell'iceberg di una crisi economico-sociale gravissima che sta coinvolgendo tutta la provincia di Grosseto, dall'edilizia al turismo, dai servizi all'agricoltura». È quanto si appresta a compiere in parlamento l'onorevole grossetana di Sinistra Ecologia e Libertà Marisa Nicchi. «Apprendiamo - ha spiegato Nicchi - le decisioni del proprietario dell'azienda Barontini, che si è impegnato a presentare entro il 30 giugno la richiesta della concessione della Prodi bis, ovvero la procedura per cui verrà sostituito da un commissario nominato dal tribunale. Ma è doveroso sottolineare che il comportamento tenuto in questi due anni dall'imprenditore non depone a favore di una credibilità nei suoi confronti, con comportamenti lesivi verso i diritti delle lavoratrici». Parole che la parlamentare ha fatto proprie dopo essere stata davanti ai cancelli e dopo aver parlato con donne come lei, in lotta per il posto di lavoro. «Per questo continuiamo la lotta al fianco delle operaie - conclude Nicchi - che giustamente, dopo cinque mesi senza ricevere lo stipendio e senza vedere un futuro lavorativo, adesso non si fidano e vogliono fatti concreti, e intendono continuare la lotta. Appoggeremo le decisioni che le lavoratrici prenderanno nelle prossime ore e ci auguriamo che queste portino ad un'azione di lotta unitaria».(f.g.)
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