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Rossi: «Ce lo chiede l’Europa»

Il presidente scrive al Comitato Ambiente. «Nessuna svendita»

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FIRENZE. «La firma del protocollo con Enel non rappresenta una scelta discrezionale, ma una necessità, direi quasi un vincolo». Ieri pomeriggio, alla vigilia della manifestazione di protesta sull’Amiata, il presidente della Regione Enrico Rossi ha inviato una lettera al Comitato Ambiente Amiata, in risposta a un recente messaggio del Comitato stesso.

Quel vincolo, spiega Rossi, deriva «dagli obiettivi di burden scharing dell’Unione Europa e del governo italiano che hanno indicato, per la Toscana, l’obiettivo di produrre, entro il 2020, ben il 16,5% dell’elettricità con fonti rinnovabili. Oggi siano appena al 9,5%. Pertanto, nei sette anni che ci restano, dobbiamo fare ancora molta strada per arrivare in tempo utile al traguardo, evitando multe e sanzioni».

«Il protocollo con Enel – prosegue il presidente – non prevede nuovi impianti per la produzione elettrica da energia geotermica ad alta entalpia. L’obiettivo che ci proponiamo è di impiegare il calore geotermico e l’elettricità che lo stesso genera per attrarre nuove imprese. Zone come quelle dell’Amiata e di Larderello, grazie proprio alla geotermia, presentano interessanti potenzialità per imprese e investitori».

Dunque nessuna “svendita” dell’Amiata, ma neanche nessun immobilismo. La presentazione di oltre 50 richieste di permessi di ricerca per l’utilizzo di geotermia a media entalpia non costituisce, per Rossi, un fatto negativo. «Il processo di superamento del monopolio Enel e la liberalizzazione dell’attività (...) hanno inevitabilmente favorito nuove attività di ricerca e nuovi modi di produrre energia elettrica».

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