Sicurezza
Il turismo decolla sui social network
Ecco il progetto per formare i “Maremmans”, gli operatori del settore che raccontano le meraviglie della Maremma
GROSSETO. Un esperimento pionieristico a livello nazionale nel campo della formazione degli operatori turistici che ha permesso di insegnare come usare al meglio i social network per raccontare e promuovere la Maremma in rete. Il primato spetta al progetto “Network For Tourism” e al corso gratuito per 300 allievi “Il web per sviluppare la competività delle imprese turistiche maremmane” che ha dato vita all’esperienza sui generis dei “Maremmans”, cioè “i maremmani che raccontano la Maremma”. Un racconto, il loro, che non viene più veicolato dai canali tradizionali (la classica guida cartacea o il depliant, per intendersi) ma si sviluppa tutto on line, su Facebook, su Twitter, su Instagram e sulla piattaforma di Blogspot. Parole dunque ma anche link, foto, video e soprattutto storie ed emozioni. Il Tirreno ha incontrato due dei formatori che hanno preparato gli allievi, Robi Veltroni e Francesco Gentili.
«Il successo del corso sta nei numeri stessi realizzati in appena due mesi – dichiara Robi Veltroni – Dei 300 allievi iniziali oltre 200 interagiscono quotidianamente scambiandosi informazioni e consigli nel gruppo chiuso di Facebook, 400 sono state le ore d’aula, oltre 6mila i chilometri fatti dai formatori per portare i corsi in tutta la Maremma, oltre i 700 followers della pagina pubblica di Facebook e un blog sempre aggiornato con contenuti originali e di alta qualità». Per non parlare dell’effetto moltiplicatore di tweet e post che riescono in tempo reale a raggiungere platee vastissime. «Sono tanti gli aspetti importanti di questo corso che hanno stupito perfino noi docenti – spiega Francesco Gentili – Penso al forte senso di appartenenza che i “Maremmans” hanno sviluppato in così poco tempo e a quanto sia importante per loro imparare a vedere con occhi nuovi luoghi familiari. Per poter raccontare con passione un territorio bisogna prima di tutto esserne innamorati. Ora che il corso si avvia a conclusione non vediamo l’ora di lasciare agli allievi gli strumenti e le piattaforme che dal corso sono nate perché devono dimostrare di sapersela cavare da soli, continuando a crescere». A giudicare dall’entusiasmo trasmesso dai partecipanti non sarà difficile per i “Maremmans” far proseguire il progetto una volta conclusa la parte in aula, le gite sul territorio e il blogtour finale che in questi giorni li sta portando in giro in tutta la provincia. Anche l’assessore provinciale al turismo Gianni Chelini che ha ricevuto ieri i “Maremmans” nella sala consiliare di Palazzo Aldobrandeschi sottolinea le specificità di questa esperienza. «Visto il successo possiamo guardare con ragionevole ottimismo al futuro – dice Chelini – Gli operatori turistici devono essere stimolati a usare i social per promuovere la Maremma perché vendere un territorio a livello di promozione turistica non è molto diverso da vendere un qualunque altro bene: bisogna saper comunicare l’esperienza e la percezione della qualità del prodotto». In questo senso non c’è miglior testimonial in rete di un maremmano che scopre o, in alcuni casi, riscopre l’amore per la propria terra e lo comunica on line con gli strumenti più adatti. Se poi, come nel caso dei “Maremmans”, si tratta di persone che lavorano nel settore turistico la passione per blog e social network può essere messa validamente a servizio del proprio lavoro. E loro, i “Maremmans”, come vivono l’esperienza? Esemplare il caso di Claudia Lubrani che confessa: «Grazie al corso ho rivisto il giardino dei Tarocchi dopo 20 anni dalla prima volta e sono rimasta impressionata. Abbiamo ricchezze straordinarie nel nostro territorio: noi per primi dobbiamo essere in grado di riscoprirle per poi poterle raccontare agli altri». Grande soddisfazione anche per il Coap. «Siamo contenti dei risultati – dice il direttore Luca Billotti – perché con i formatori abbiamo pensato a una formula che non fosse troppo tecnica né teorica». Da parte sua invece la responsabile del servizio formazione professionale della Provincia, Paola Parmeggiani, rilancia l’appello ai “Maremmans” e agli operatori turistici del territorio perché aiutino i tecnici e le istituzioni «A programmare come in questo caso corsi che rispondano davvero ai bisogni formativi del territorio e delle aziende».
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