Sicurezza
Il sindaco va dal prefetto «I carabinieri restino»
Giovedì 16 incontro fra Innocenti e Valentini per la stazione di Roccastrada «Pronti ad accollarci le spese di ristrutturazione senza chiedere affitto»
ROCCASTRADA. Giovedì 16 maggio la giunta comunale di Roccastrada capeggiata dal sindaco Innocenti incontrerà ufficialmente il prefetto per chiedere garanzie sulla permanenza della caserma dei carabinieri a Roccastrada.
«È giunto il momento di fare chiarezza - precisa il primo cittadino - l'Amministrazione comunale non ha mai fatto un passo indietro rispetto alla propria posizione che è quella di fare il possibile affinché nel capoluogo possa essere mantenuto il comando-stazione dei carabinieri. Anche a costi che di questi tempi, possiamo definire proibitivi per un Comune come il nostro».
Le intenzioni erano chiare e concrete già dal 2008 quando la giunta di allora, guidata dal sindaco Marras, aveva definito l'acquisto della palazzina di proprietà dell'Enel, in via del Pino, per una spesa di 330 mila euro. Nel frattempo da parte dell'ufficio tecnico veniva avviata la progettazione preliminare e poi quella definitiva nella quale venivano recepite le indicazioni dell'Arma per la trasformazione dell'immobile in caserma.
Successivamente gli obblighi imposti dal patto di stabilità e l'impossibilità sancita dalla legge di prendere mutui, non hanno consentito al Comune di acquisire le risorse necessarie (altri 250 mila euro) per svolgere i lavori.
Ma la tegola più grossa è caduta in testa al Comune nel momento in cui, dopo aver concordato con il ministero dell'Interno la congruità del canone di affitto, è arrivato il decreto sulla spending review, stabilendo di fatto che nessun canone poteva essere pagato dallo Stato per questo tipo di locazioni.
«Il Comune - ribadisce Innocenti - vuole mantenere il presidio per una questione di coerenza rispetto agli impegni assunti nei confronti della cittadinanza; quindi non ci tireremo indietro e giovedì confermeremo la disponibilità ad accollarci completamente la spesa per la ristrutturazione e a non riscuotere nessun canone di affitto per il futuro».
«Tuttavia - sono parole questa volta del vicesindaco Francesco Limatola, con delega ai lavori pubblici - chiediamo garanzie da parte del prefetto e delle istituzioni: che il Comune non spenda invano i propri soldi e che pertanto, non solo sia garantita per il futuro la permanenza del comando, ma che lo stesso venga potenziato con altri militari per fornire risposte concrete alle frequenti situazioni di disagio che da qualche tempo vive il territorio».
L'antefatto. Il 30 settembre 2012 erano scaduti i termini di una decennale procedura di sfratto giunta a conclusione, ma alla fine il Comune di Roccastrada, grazie alla mediazione del prefetto Valentini, era riuscito a ottenere una proroga fino al 31 maggio 2013, in attesa che fosse avviata (e magari anche conclusa) la ristrutturazione del fabbricato di via del Pino, dove i carabinieri dovrebbero poi trasferirsi.
Cosa che non è accaduta. Dal 1° giugno due sono le ipotesi, a meno di sorprese: o un ripiegamento momentaneo di competenze, mezzi e uomini su Ribolla, magari con il distacco di un agente anche su Roccatederighi, oppure la chiusura definitiva.
Resta adesso da attendere la risposta di Arma e prefetto. I tempi sono ristretti.
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