Il Tirreno

Grosseto

Ennesimo forfait La torre dell’orologio cerca la sesta ditta

di Claudia Della Verde
Ennesimo forfait La torre dell’orologio cerca la sesta ditta

Corema abbandona il cantiere e il Comune deve trovare un’altra società. Baghini: «Ci vorrà forse un paio di mesi»

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ORBETELLO. Il Comune di Orbetello cerca l’ennesima ditta in grado di ultimare i lavori di restauro dello storico palazzo del governatore in piazza Eroe dei due Mondi. L’ufficialità della rescissione del contratto con la società aggiudicataria, la Corema di Pisa, è infatti arrivata, anche se la procedura potrebbe richiedere ancora del tempo.

Si dovrà attendere un paio di mesi prima che la giunta lagunare deliberi un nuovo documento per affidare le ultime opere di restyling alla sesta società. La graduatoria, figlia del vecchio bando datato 2009, si è ormai esaurita e i lavori potrebbero essere stavolta consegnati ad un’azienda locale grazie a una procedura semplificata di affidamento diretto. Le ragioni che hanno spinto tecnici ed inquilini di piazza del Plebiscito alla scelta di interrompere i rapporti con la ditta uscente sono essenzialmente due: «Siamo alla rescissione del contratto con la Corema –spiega l’assessore ai lavori pubblici Giuliano Baghini – per inadempienza e abbandono del cantiere da parte di questa; stiamo verificando anche la regolarità contributiva con i propri dipendenti».

È un dato di fatto che il Comune di Orbetello si sia trovato ad affrontare una serie di adempimenti burocratici, di passaggi, problemi e questioni che hanno accompagnato l’ente stesso e la ditta incaricata lungo tutto l’iter di restauro della Torre dell’Orologio. Come può una piccola impresa familiare liquidata solo in parte dal suo datore (30mila euro versati dal Comune per la conclusione rendicontata del primo stralcio dei lavori, a fronte di un investimento economico dei privati assai superiore) farsi garante anche delle buste paga della propria manodopera? «La ditta è arrivata da noi a finanze pari – risponde Baghini – e, oltre a non avere le spalle coperte, faticava nel rendicontare l’avanzamento del restauro. Il Comune ha comunque deciso di farsi garante dei dipendenti non retribuiti durante il loro incarico». Infine, parlando di tempi che separano la chiusura definitiva di quest’ultimo contratto a quelli per l’avvio di un nuova collaborazione, aggiunge: «La burocrazia per ultimare l’interruzione dei rapporti dovrebbe aggirarsi intorno ai due-tre mesi, alla fine dei quali saremo liberi e svincolati da tutto per valutare nuove offerte e avanzare proposte ad una impresa che sia allo stesso tempo celere ed affidabile. Le opere rimaste sono davvero poche, si tratta di intonacare e riaprire l’arco centrale di collegamento alla piazza». Parole, queste, che scateneranno quasi certamente la reazione dei vecchi affidatari, i quali avevano portato a termine almeno il 90% del lavoro. Una buona notizia per gli usufruttuari della piazza sembra però esserci: «per venire incontro alle esigenze dei commercianti e ristoratori, che da 5 anni a questa parte subiscono le impalcature – annuncia l’assessore - abbiamo pensato già dai prossimi giorni di restringere l’area del cantiere in modo da arrecare alle loro attività meno disturbo». In attesa dell’arrivo di una new entry che riesca a chiudere una volta per tutte questo lungo capitolo di lavori pubblici, gli orbetellani continuano a chiedersi: «a che ore torna Garibaldi?», frase sarcastica che va a ricordare ogni volta che a mancare, su quella torre, sono ancora il busto del condottiero e l’antico orologio.

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