Il Tirreno

Grosseto

Cinipide, raccolta ko ed è polemica

di Fiora Bonelli
Cinipide, raccolta ko ed è polemica

Fazzi (Castagna Amiata): preparati al peggio ma lavoriamo anche per contrastare il parassita con l’antagonista torymus

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CASTEL DEL PIANO. Castanicoltori col morale a terra, in montagna, e con qualche affondo nei confronti della poca sensibilità al problema cinipide.

La Provincia di Grosseto si è mossa subito per salvare i pini di Marina; perché non si è fatto lo stesso per i castagni amiatini? E le banche e i negozi della montagna che fino ad oggi hanno avuto le principali ricadute dagli introiti di milioni di euro dovuti alla raccolta di castagne, perché nicchiano e non sostengono in concreto la lotta al cinipide che nei prossimi tre anni azzererà, praticamente, la risorsa?

Questo sostengono alcuni castanicoltori. Lorenzo Fazzi, presidente dell’associazione Castagna Amiata Igp, non ha voglia di fare esplicita polemica, ma anche lui qualche puntatina la dà e gli preme lanciare un messaggio di partecipazione a tutti, enti e soggetti privati, istituzioni e associazioni, per aumentare la sensibilità nei confronti di un dramma che crescerà nei prossimi tre anni in modo esponenziale, riducendo i castagneti della montagna in tronchi secchi senza frutto. «Si spera che con i nostri interventi – spiega – fra tre anni si cominci a rivedere qualche segno di vitalità».

Fazzi fa un quadro terribile di una situazione sulla quale c’era stata di recente una presa di posizione di un castanicoltore che invocava il contributo di tutti i proprieatri per comprare l’antagonista del cinipide, e chiamava i sindaci a raccolta perché prendessero l’iniziativa e accusava le istituzioni di indifferenza al problema. Fazzi, però, non ci sta.

«È da giorni – spiega il presidente – che stanno circolando dei manifesti con su scritto che diventando socio dell’associazione, con soli 25 euro all’anno, sarà possibile investire più risorse nell’acquisto del torymus, l’antagonista del cinipide. Riteniamo fondamentale che, considerato che nei prossimi due anni sarà compromessa quasi tutta la raccolta con gravissima perdita per il territorio, ci sia il coinvolgimento di tutti».

Il versamento su bollettino, su conto corrente bancario o alla segreteria associazione può essere fatto dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,30.

In questi mesi del 2013, secondo quanto puntualizzato da Fazzi, il programma ha già impegnato nella lotta biologica 15mila euro arrivati dai comuni e 10mila euro da parte dell’associazione. I lanci effettuati in questi giorni sono stati così distribuiti: Castell’Azzara tre lanci, Seggiano quattro, Castel del Piano sei, Arcidosso sei, Cinigiano tre, Semproniano due, Santa Fiora cinque, Roccalbegna quattro. Di essi, otto sono stati acquistati dalla Regione Toscana (che ha in programma 95 lanci totali in tutto il territorio regionale), il resto acquistati dall’associazione presso l’università di Torino.

Si devono aggiungere ai lanci “istituzionali”, quelli fatti dai privati a loro spese, per i quali, però, vanno rispettate le regole burocratiche che Fazzi ricorda.

«Si tratta di lotta biologica e dunque venti giorni prima del lancio, il privato deve informarne la Regione. Se questa informativa non sarà data, c’è la denuncia penale». Il presidente Fazzi sottolinea che il prossimo autunno sarà la prima volta che il raccolto subirà danni a causa del cinipide.

«L’anno scorso – dice Fazzi – siamo stati gravemente danneggiati dalla siccità, ma questo 2013 avremo la prima perdita secca dovuta all’insetto cinese. La mancanza di raccolto crescerà per i successivi due anni e poi dovrebbe cominciare a sentirsi l’effetto benefico del torymus, ma fino ad allora occorre prepararsi al peggio».

Il presidente Fazzi fa presente che tutti sono chiamati a contribuire alla lotta: istituzioni, privati e enti. E spiega anche che ci sono segnali di sensibilità da parte di vari soggetti, come gli Usi civici di Selvena, ad esempio, che hanno contribuito in concreto e molti privati che stanno avvicinandosi e facendosi soci, anche sostenitori, dell’associazione, che «investe in risorse umane ed economiche», chiude Fazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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