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Grosseto

Raccolta di fondi per le maestranze in lotta

Raccolta di fondi per le maestranze in lotta

L’iniziativa della Libreria delle ragazze. Davanti alla fabbrica anche la parlamentare Marisa Nicchi

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GROSSETO. È stata la giornata della solidarietà e delle visite. Dei politici che si sono riaffacciati davanti ai cancelli della Mabro per testimoniare la loro vicinanza alle donne che stanno portando avanti questa difficile vertenza. Nel pomeriggio è arrivata anche la parlamentare di Sel Marisa Nicchi, eletta in Toscana, che insieme al segretario provinciale di Sel Flavio Tattarini e con l’assessore Marco Sabatini.

Marisa Nicchi ha parlato a lungo con le vestaglie azzurre, promettendo loro di farsi portavoce della loro vertenza al ministero, per l’attivazione della Prodi bis.

È stata la giornata delle donne, quella di ieri. Oltre ai rappresentanti di Sinistra, ecologia e libertà, sono arrivate anche le donne della Libreria delle ragazze. Hanno distribuito fiocchetti azzurri da appuntarsi addosso e hanno aperto una raccolta di fonti per le maestranze.

Solidarietà è stata espressa anche dalla maggioranza del consiglio comunale di Grosseto che ha consegnato una nota alle donne in presidio permanente in fabbrica. «La situazione alla Mabro ha raggiunto livelli assolutamente inaccettabili - scrivono - La proprietà di Abbigliamento Grosseto ha smentito tutte le promesse e i buoni propositi, favorendo persino un sofferto contrasto permanente tra gli stessi lavoratori, divisi sulle modalità per raggiungere lo stesso risultato: la Prodi bis». Per i consiglieri di maggioranza, questa procedura rappresenta l'unica strada percorribile per dare una speranza all'azienda. «La scelta di richiedere il concordato "in bianco" è semplicemente inaccettabile - scrivono - oltretutto a pochi giorni dall'incontro in Regione, che si svolge alla presenza delle istituzioni locali. La decisione di impedire alle rappresentanze sindacali di manifestare e riunirsi in azienda nonostante la presenza dei rappresentanti istituzionali, è invece una violazione dei diritti elementari dei lavoratori».

I consiglieri comunali del centrosinistra quindi che la Regione intervenga una volta per tutte con nettezza su questa vicenda.

Perché il destino della ex Mabro non riguarda solamente centinaia di famiglie che aspettano da mesi dei soldi che sono loro dovuti, ma l'intera città che non vuole perdere una fabbrica che fa parte della sua stessa storia. (f.g.)

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