Sicurezza
Progetti al via, è polemica «Franci non ci coinvolge»
Nel mirino la riqualificazione di piazza Vegni e il futuro centro commerciale “Per un comune di tutti” critica il sindaco: ascolti di più la gente e pensi alla sanità
CASTEL DEL PIANO. «Il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, va sbandierando quel che fa. Ma perché non ci dice pure quello che non fa? E la lista ha la coda lunga».
Dopo l’annuncio dei progetti di riqualificazione di piazza Vegni e del recupero dell’area dove sorgeva lo stabilimento di estrazione del tannino, che ospiterà un centro commerciale, la civica “Per un comune di tutti”, guidata da Mariella Frediani col costante supporto di Sandro Ginanneschi, sbotta: «Sembra che Franci faccia tutto lui. Non coinvolge quasi mai la cittadinanza né la minoranza. Ci troviamo tutto a pappa scodellata».
Frediani e Ginanneschi snocciolano un mosaico di problemi in cui il primo e più caldo è la sanità, cavallo di battaglia dell’opposizione e nervo scoperto per tutti gli otto comuni dell’Amiata grossetana. «Le cose che succedono dentro la famigerata riorganizzazione dell’ospedale le veniamo a sapere fuori – dicono i consiglieri – quando sono già successe. Sappiamo che è in ennesima riorganizzazione il laboratorio di analisi, praticamente già smantellato. Sappiamo anche per certo che la Asl ha tolto alla Misericordia alcuni servizi e che i cittadini sono molto arrabbiati per questo. Ma perché il sindaco Franci non coinvolge in una dura battaglia a difesa dell’ospedale, anche tutti gli altri sindaci amiatini, visto che è un servizio comprensoriale?».
Poi la minoranza passa al commento delle grandi opere in programma per il paese: piazza Vegni, una riqualificazione da 380mila euro, a proposito della quale la minoranza spiega: «Siamo d’accordo a riqualificare, ma con giudizio e risparmiando. Se la Regione desse il finanziamento, poi i cittadini dovrebbero contribuire alle spese col 40 per cento. Bisogna risparmiare, bisogna sentire i cittadini cosa ne pensano e ascoltare anche quel che ha da dire la contrada del Borgo. Non bastano le feroci polemiche che si crearono con la ristrutturazione del Piazzone e di piazza Garibaldi? Si va avanti imperterriti nella solita politica di fare le cose senza interrogare la gente».
Nel mirino della minoranza c’è anche il futuro centro commerciale progettato nell’ex tannino e che già ha fatto drizzare le antenne ai commercianti del corso Nasini e agli altri negozi del paese amiatino. «Devono essere coinvolti nella scelta tutti gli operatori del centro commerciale naturale e deve essere disegnata, prima dell’inizio dei lavori e non dopo, la viabilità che dovrà servire l’area».
E a proposito della viabilità, la minoranza ci va giù duro: «Viabilità cittadina un pianto. Buche a volontà, peggio che a Napoli. Il Cipressino è diventato l’oggetto misterioso, nessuno ne parla più, dopo riunioni e riunioni che sembrava dovessero smuovere mari e monti. Non c’è capacità di concludere. Forse perché il sindaco – chiedono Frediani e Ginanneschi – è stato lasciato solo dai suoi assessori? O si picca di decidere tutto da solo?».
E infine le due grandi questioni al momento più dibattute: fusione fra comuni e geotermia. Per entrambe i consiglieri invocano un maggior coinvolgimento della cittadinanza: «Noi che abbiamo preso il 43 per cento di voti, quasi la maggioranza – dicono – abbiamo fra i nostri chi la pensa in un modo e chi in un altro sulla fusione. Forse sarebbe opportuno un referendum. Per la geotermia, i cittadini non sono mai stati informati adeguatamente e invece sarebbe arrivata l’ora di fornir loro notizie precise sullo stato delle cose, coinvolgendoli al massimo in scelte che incidono profondamente nel territorio e nell’economia».
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