Biogas, oltre al Comune Sacra cita la Provincia
L’azienda integra il ricorso al Tar trascinandoci anche Palazzo Aldobrandeschi Che ha prima concesso e poi sospeso l’autorizzazione a costruire l’impianto
CAPALBIO. La lunga vicenda sulla costruzione di una centrale a Biogas sul territorio del Comune di Capalbio non sembra ancora definitivamente tramontata e si arricchisce di un ulteriore tassello legale.
La Sacra, la società che aveva chiesto l’autorizzazione per sfruttare gli sfalci dei propri terreni agricoli per produrre fino a 999 kw di potenza di energia, ha citato Tar anche la Provincia di Grosseto, integrando il suo precedente ricorso che in un primo momento aveva interessato solo atti amministrativi dell’amministrazione del sindaco Luigi Bellumori.
Una questione che lo scorso anno aveva visto il susseguirsi di vari colpi di scena, con l’arrivo in Maremma della troupe di Striscia la Notizia che chiese spiegazioni sull’accaduto ai protagonisti, senza contare le manifestazioni di protesta di gran parte della popolazione locale con la creazione di un comitato “No biogas”.
Dunque un ultimo atto, quello della costituzione in giudizio dell’amministrazione del presidente Leonardo Marras, che lo scorso gennaio aveva definitivamente annullato l’autorizzazione a costruire l’impianto a biogas a causa di un lungo susseguirsi di atti e scelte che avevano interessato chiaramente anche il Comune della piccola Atene.
In realtà, circa un anno fa, la stessa Provincia di Grosseto aveva autorizzato, con un’altra determina dirigenziale, la costruzione dell’impianto incriminato: un atto del 17 maggio 2012 che solamente dopo cinque giorni – era il 23 maggio – fu seguito da procedimento di riesame volto a verificare l'eventuale necessità di adottare, in sede di autotutela, alcuni provvedimenti in merito alla non conformità, all’illegittimità, e all’efficacia della stessa autorizzazione unica, sospendendone l’esecutività in attesa del completamento del procedimento.
Una scelta che fu dovuta alla scelta precedente del Comune di Capalbio, di annullare in via di autotutela la precedente approvazione della variante al Papmaa relativo all’impianto in questione, motivandola col fatto che la Sacra Srl, all’interno del procedimento di verifica della legittimità, non aveva dimostrato la validità e l’efficacia del contratto di affitto dei terreni, titolo in base al quale era stata emessa la determina comunale.
Atti amministrativi questi che furono seguiti, nei mesi conclusivi dello scorso anno, da ulteriori passaggi, compresa una nuova conferenza dei servizi cui parteciparono tra l’altro l’Asl, l’Arpat, e le amministrazioni interessate e che si concluse con una parere negativo unanime che portò all’annullamento dell’autorizzazione. Tutto questo mentre il Tar aveva annullato la richiesta di sospensione degli atti del Comune di Capalbio.
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