Il Tirreno

Grosseto

«Balli in piazza per cambiare le regole»

di Francesca Gori
«Balli in piazza per cambiare le regole»

Il fronte dei locali si compatta contro i blitz delle forze dell’ordine e le chiusure forzate: Grosseto diventa Boomont

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GROSSETO. Grosseto è come Boomont. A Grosseto non si può ballare, e la musica rock, suonata dal vivo, è difficile da ascoltare in giro. Sono pochi i locali dove si suona, e sono ancora meno quelli dove si può tranquillamente sculettare senza rischiare di veder arrivare carabinieri, polizia o vigili urbani con un’ordinanza di sgombero.

Che fare, allora? Ballare in piazza, sotto il palazzo del municipio, per chiedere nuove regole per i locali della città. Perché, dicono gli organizzatori, non si può andare avanti così: tra controlli e sigilli alle porte soltanto perché i ragazzi cercano di divertirsi. E allora, cosa c’è di meglio che prendere spunto da “Footloose”, il film che racconta la tristezza di Boomont, un piccolo paese di provincia che ha bandito la musica rock, il ballo e tutto ciò che potrebbe corrompere la moralità della cittadina.

«Grosseto non è certo in questo modo - dicono gli organizzatori del flashmob - ma ci sono degli aspetti che devono essere modificati. Non si può continuare a sperare che i ragazzi rinuncino a divertirsi. Anche l’amministrazione deve fare la sua parte, deve fare alcuni cambiamenti».

A partire appunto dalle regole, quelle che disciplinano i locali. «È assurdo - spiegano - che ci siano posti dove è possibile suonare musica dal vivo, ad esempio, ma dove i ragazzi non possono ballare. La sicurezza dei giovani interessa noi per primi, ma con queste regole non possiamo fare molto».

La protesta dei gestori dei locali è cominciata su Facebook, dove in tanti hanno aderito al gruppo “Movida grossetana”. «Nessuno di noi mette nome, cognome e nome del locale - spiegano - perché non vogliamo che questa iniziativa abbia una bandiera o un vessillo. Siamo tutti uniti, tutti compatti. Vogliamo soltanto far presente all’amministrazione che la città ha bisogno anche di spazi dove i ragazzi si possano divertire in totale sicurezza». Eccola qui la parola magica intorno alla quale ruota tutta la questione. Quella che ha fatto scattare i sigilli ai locali che non avevano l’autorizzazione per far ballare i ragazzi. «Sì è vero - dicono all’unisono - ma l’amministrazione non ci mette nemmeno in condizione di applicarle le condizioni di sicurezza. E spesso, a un’ordinanza di chiusura, ne segue sempre una di dissequestrato da parte del tribunale. Le spese per l’Ente si moltiplicano, gli imprenditori del settore notturno sono meno invogliati a fare investimenti, si perdono posti di lavoro e i ragazzi non sanno dove passare la serata».

La conseguenza? «Atti vandalici, droga, alcol - aggiungono - avessero posti dove divertirsi come in tutti i capoluoghi di provincia si potrebbe stare più tranquilli anche qua».

Il 18 maggio l’appuntamento è alle 18.30. Il sabato pomeriggio, all’ora dello struscio, piazza Dante si trasformerà in Boomont. La musica sarà quella di “Footloose” e chi partecipa è invitato ad indossare un capo di abbigliamento rosso o bianco.

«I colori della nostra città - spiegano - risalteranno nella piazza centrale. Balleremo lì, per cercare di far capire che divertirsi in maniera sana è importante per tutti, per i più giovani ma anche per i meno giovani. Basti pensare che è chiusa anche la Sala Eden».

L’appuntamento quindi è il 18 maggio alle 18.30. Con una protesta pacifica, anzi, ballerina, che vola sulle note di “Footloose”.

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