Sicurezza
Prove di dialogo fra Cgil, Cisl e Uil «Ora la Prodi bis»
GROSSETO. Il cancello resta chiuso. Questa volta in senso metaforico. Resta chiuso in faccia alla Cisl e alla Uil. La via del dialogo, almeno con le rsu Cgil, è difficile da riprendere. «Alle cose...
GROSSETO. Il cancello resta chiuso. Questa volta in senso metaforico. Resta chiuso in faccia alla Cisl e alla Uil. La via del dialogo, almeno con le rsu Cgil, è difficile da riprendere. «Alle cose che hanno dtto i rappresentanti di Cisl e Uil - dicono - e cioè che noi alla fine abbiamo imboccato la strada indicata da loro, non vogliamo nemmeno rispondere. non abbiamo più tempo per le chiacchiere». Una posizione netta, che la Cgil in qualche modo ieri ha cercato di stemperare. «Auspico di poter recuperare la ripresa di un percorso unitario con Cisl e Uil - ha detto Claudio Renzetti, segretario generale della Cgil - certo è che tra i sindacati la differenza sta nelle sfumature». Parole che seguono una giornata convulsa, fatta di riunioni su riunioni, dopo l’ammissione del concordato di Abbigliamento Grosseto. Sul tavolo resta, da parte della Cgil, la spinta accelerata alla richiesta di Prodi bis. «Se lo fa l’azienda in tempi brevissimi bene - aggiunge il numero uno della Cgil - altrimenti ce la facciamo per conto nostro».
L’ammissione del concordato in bianco da parte del tribunale di Grosseto non ha certo lasciato indifferenti i rappresentanti di Cisl e Uil.
« La notizia va accolta positivamente se inquadrata nell'ottica dell' accordo raggiunto da Cgil, Cisl e Uil in Provincia e non ratificato per l'opposizione della maggioranza delle maestranze ex Mabro - dicono i segretari dei tessili dei due sindacati, Fabio della Spora e Roberto Franceschetti - quell'ipotesi di accordo prevedeva che dopo la messa in sicurezza dell'azienda tramite il concordato, sarebbero state subito avviate le procedure per la presentazione della richiesta di Prodi bis con termine massimo entro il 30 di giugno». Per i due sindacalisti, questo percorso è ancora valido, soprattutto sul fronte del mantenimento dell’occupazione.
«È anche importante proseguire nell'attività della fabbrica per rafforzare le possibilità di accettazione della “Prodi bis” - dicono - ed offrire ad eventuali investitori futuri l'immagine di una fabbrica ferita ma ancora viva. Sarebbe anche opportuno che la proprietà si adoperasse al massimi per corrispondere alle maestranze almeno una parte consistente delle mensilità pregresse». (f.g.)
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