Sicurezza
Otto mesi senza stipendio Sciopero al supermercato
Sono quattro lavoratori della società che gestisce la macelleria del Penny market Venerdì mattina il picchetto. La Cgil: «Non hanno avviato la cassa integrazione»
FOLLONICA. Da otto mesi non percepiscono stipendio: alla gastronomia e alla macelleria del Penny Market è stato indetto lo sciopero.
Sono quattro i lavoratori dell’azienda Grf Srl (impresa del pisano) che gestisce i due banchi all’interno del discount (completamente estraneo alla vicenda) di via Amendola che da ieri hanno incrociato le braccia perché stanchi di non ricevere i loro compensi da mesi e mesi. Una donna e tre uomini, dai trenta ai cinquanta anni, due addetti alla gastronomia e due alla macelleria che non riscuotono da sei mesi (i primi) e da otto (gli altri): una situazione drammatica per loro e per le famiglie dei lavoratori.
I mancati pagamenti avevano già portato il gruppo a scioperare nelle scorse settimane nella speranza di poter ricevere dall’azienda ciò che spettava loro e che tutt’oggi gli spetta: inutile, l’azione durata una giornata non ha cambiato di una virgola la loro condizione portandoli chiaramente all’esasperazione. Così ieri mattina ancora una volta hanno deciso di non andare al lavoro per manifestare e lo faranno fino a venerdì mattina, giorno in cui dalle 9.30 di mattina si troveranno nel parcheggio del Penny Market insieme alla Filcams Cgil, per un picchetto dimostrativo. «Ci teniamo a precisare che i quattro lavoratori non hanno nessun rapporto di dipendenza dal Penny Market perché assunti da un’impresa esterna al marchio – spiega il sindacalista Massimiliano Gatti – Avevamo già fatto una giornata di sciopero nei mesi scorsi per provare a smuovere le acque, ma purtroppo non abbiamo ottenuto i risultati sperati: ora non andranno a lavorare per quattro giorni e venerdì saremo davanti al supermercato per una manifestazione. I dipendenti sono uniti nel continuare la loro battaglia, in un momento come questo rimanere senza stipendio per mesi e mesi non è certo semplice». L’azienda ha in gestione altri punti vendita in Toscana come spiega il sindacalista: nonostante la Filcams Cgil abbia tentato di dialogare con i vertici niente è stato possibile, neppure l’applicazione della formula della cassa integrazione. «Non hanno usufruito degli ammortizzatori sociali, intanto da otto e sei mesi queste persone non riscuotono: non è più una situazione sostenibile». I problemi occupazionali a Follonica sono all’ordine del giorno: solo di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di dieci lavoratori da parte di un’impresa edile del Golfo. La realtà è tristemente diffusa e pare proprio che ad oggi sia dilagante.
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