Sicurezza
«L’agente chiuse il pugno per effetto dell’investimento»
Sparatoria mortale sulla Senese, nel supplemento di perizia così il medico legale spiega perché venne esploso il colpo
GROSSETO. Il poliziotto fu colpito al ginocchio dalla Golf; l’azione di allontanamento aveva causato, tra gli altri movimenti, la chiusura a pugno della mano destra, che impugnava la Beretta. E fu per questo motivo che era partito il colpo: «E occorre ribadire, quando si conclude per evento omicidiario, che lo stesso fu accidentale». Lo scrive il medico legale Berardo Silvio Cavalcanti, che ha affiancato il perito balistico Sandro Lopez nel supplemento di perizia disposto dal giudice Marco Bilisari, su richesta delle parti, in merito alla sparatoria in cui tra il 20 e 21 giugno 2012 perse la vita Arito Canaj (Halo Panajot), albanese, che viaggiava con un carico di droga e che venne fermato dalla polizia di stato sulla Senese al bivio per Casale di Pari, in un tentativo di fuga.
Discussione. Relazione che sarà discussa venerdì, come da calendario prefissato. Relazione che conferma la tesi difensiva del poliziotto indagato in via principale per quella morte. Bozzetti e videogrammi sono allegati per una migliore esemplificazione.
Rotazione del corpo. In sintesi, il dottor Cavalcanti sostiene che «è possibile affermare che la vettura guidata da Panajot investì l’agente colpendolo al ginocchio sinistro. È possibile affermare nel rapporto di causalità, che l’urto inteso come il violento contatto tra il veicolo e il ginocchio sinistro, per azione del primo sul secondo ha innescato la seguente concatenazione di eventi: divaricazione-sollevamento dell’arto inferiore sinistro; emirotazione destro-sinistro del corpo sul proprio asse; iper estensione del rachide dorso-lombare; chiusura a pugno della mano destra». In altre parole, per recuperare l’equilibrio dal tentativo di investimento e per reazione al movimento del busto, il poliziotto ebbe come riflesso quello di stringere il pugno: e da questo movimento non volontario sarebbe stato originato il colpo mortale. Conclusioni condivise da Lopez.
Certificazioni e testimonianze. A queste conclusioni il medico legale è giunto dopo aver messo a comparazione le certificazioni mediche e la ricostruzione testimoniale di quella notte. Quando l’auto accelerò di scatto, verso sinistra, cioè verso lo spigolo dove si trovava l’agente, Canaj prese l’agente al ginocchio (una contusione tale da produrre una distorsione con versamento ematico). Sempre secondo la ricostruzione del dottor Cavalcanti, l’agente in conseguenza dell’urto divaricò le gambe e sollevò quella sinistra, venendo spinto da destra verso sinistra in un movimento di semirotazione sul proprio asse. L’agente cercò di tenersi in piedi afferrando lo specchietto laterale (sarebbe questa la causa dell’escoriazione all’avambraccio sinistro) ed estendendo in modo significativo il rachide dorso-lombare, cioè la parte bassa della schiena (distorsione, lombalgia post traumatica e deficit dell’estensore dell’alluce a sinistra).
Recupero dell’equilibrio. Il dolore, l’iperflessione del rachide oltre la normale resistenza e l’azione riflessa accidentale avrebbero fatto stringere la mano destra all’agente, che cercava di recuperare l’equilibrio. E lo sparo avvenne mentre Canaj stava in posizione di recupero dalla sterzata in accelerazione, conferma Lopez, con l’arma situata tra i 2 e i 50 centimetri dal vetro (prove empiriche basate sulla rottura dei vetri).
L’altro proiettile. Non è possibile stabilire quale delle quattro armi prese in esame abbia esploso il colpo che si era conficcato nel sedile del passeggero (vi era seduto il cugino) senza ferire nessuno. Lo afferma Lopez nel suo supplemento di perizia, spiegando che «tutte le macro e micro foto dimostrano l’impossibilità scientifica e protocollare a giungere a un corretto risultato di idoneità o di non idoneità». Il proiettile era gravemente deformato dall’urto contro la struttura e non sono serviti nemmeno i test sulle rigature. Era sotto il 15% di punti ritenuti necessari dalla scienza balistica.
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