Il Tirreno

Grosseto

emergenza profughi

In tredici restano sulle colline

Poco l’impegno dello Stato a fronte del lavoro svolto dal territorio

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MASSA MARITTIMA. Dal momento che lo Stato centrale ha contribuito più a fare confusione che a sostenere i soggetti impegnati, se l’emergenza profughi in Maremma si è conclusa senza problemi il merito va al circuito delle istituzioni locali (prefetture, Società della Salute, associazioni, volontariato), che hanno saputo coordinarsi e lavorare affinché tutto andasse liscio come l’olio.

Sono ancora 13, dei 170 complessivi all’inizio del piano d’accoglienza, gli esuli presenti sulle Colline Metallifere: si tratta di situazioni delicate, che necessitano di assistenza per poter lasciare le rispettive strutture.

Per il resto, tutti gli altri cittadini stranieri hanno accettato la corresponsione della misura di uscita volontaria dal circuito assistenziale, 500 euro a testa, e hanno gradualmente lasciato le rispettive strutture di accoglienza, riconsegnate poi alle varie proprietà. «Le operazioni di chiusura della fase di proroga dei servizi di accoglienza in favore dei migranti umanitari – si legge in una nota della prefettura – si sono svolte in condizioni di piena regolarità e in assenza di turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica».

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