Il dolore
Due concordati in ballo e la strada ora è in salita
GROSSETO. Una giornata convulsa di riunioni effettuate e assemblee mancate, quella che si è svolta, ieri, negli uffici della Mabro, mentre fuori le lavoratrici e i lavoratori che sono in assemblea...
GROSSETO. Una giornata convulsa di riunioni effettuate e assemblee mancate, quella che si è svolta, ieri, negli uffici della Mabro, mentre fuori le lavoratrici e i lavoratori che sono in assemblea permanente, hanno continuato la loro protesta, in parte fuori dai cancelli, regolarmente tenuti chiusi dall'azienda, e in parte dentro, mentre i vigilantes, nel primo pomeriggio, hanno anche rimosso la scaletta di fortuna che era stata posizionata in un punto più nascosto della recinzione per permettere l'ingresso e l'uscita dei lavoratori in assemblea. Ieri mattina erano convocati sia l'assemblea dei soci di Royal Tuscany, la società proprietaria di Mabro prima di Abbigliamento Grosseto, sia il comitato dei creditori del concordato preventivo della stessa Royal Tuscany, ma pare che nessuno dei soci si sia fatto vivo e che si sia presentato un solo creditore.
Nonostante tutto sono durati a lungo gli incontri negli uffici Mabro, con il liquidatore di Royal Tuscany, Marco Milanesio, il commissario giudiziale Enrico Domenichelli, i consulenti di Abbigliamento Grosseto Fabrizio Franchi e Massimiliano Macherelli, il direttore dell'associazione industriali di Grosseto Antonio Capone. Riunioni che si sono protratte fino alla sera.
Il caso è del tutto particolare: due società – Royal Tuscany e Abbigliamento Grosseto – legate a doppio filo dal momento che la seconda è debitrice della prima per 800mila euro, un debito che garantisce parte del concordato preventivo che è stato omologato a fine 2012 per Royal Tuscany.
Adesso, però, inevitabilmente la situazione si ingarbuglia perché l'ammissione alla procedura di concordato preventivo anche per Abbigliamento Grosseto complica tutto. Royal Tuscany non potrà certo contare più sul pagamento totale del debito da parte di Abbigliamento Grosseto e, di conseguenza, anche la copertura del concordato di Royal Tuscany non potrà essere la stessa prevista nella proposta di concordato omologata dal tribunale di Grosseto.
La cosa dovrà essere segnalata, da parte del commissario, al tribunale e sarà da vedere le conseguenze che produrrà: sicuramente, come minimo, una riduzione delle percentuali dei debiti che Royal Tuscany potrà pagare ai propri creditori non privilegiati.
Insomma, strada tutta in salita, ancora una volta, con la parola che, a questo punto, potrebbe tornare tutta in mano ai creditori di Royal Tuscany, tra cui gli stessi dipendenti di Abbigliamento Grosseto.
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