Il Tirreno

Grosseto

Sessanta chili di rame nel baule, due grossetani arrestati

Sessanta chili di rame nel baule, due grossetani arrestati

Coppia di ladri in manette: aveva ripulito quattro case, trafugando grondaie e canalette di scolo

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Prosegue in Maremma il “business” dei furti di rame, stavolta culminato con un duplice arresto. A finire nei guai, la notte tra domenica e lunedì, sono stati due grossetani - uno di 45 anni e l’altro di 49, entrambi disoccupati e con precedenti di vario genere - pizzicati dai carabinieri di Albinia mentre tentavano di dileguarsi con la macchina piena zeppa di refurtiva. L’arresto si è compiuto in una delle tante stradine che congiungono le case e le ville della Giannella con l’arteria principale. In manette sono finiti Livio Landi e Riccardo Dondolini. Era l’alba, era ancora buio quando i fari dei militari hanno illuminato in pieno l’auto dei malviventi, la cui parte posteriore, sotto il peso del bottino, si stava praticamente “schiacciando” sull’asfalto. I due avevano preso di punta la zona della Giannella e ripulito ben quattro case. Hanno mirato a quelle disabitate - le seconde abitazioni che si popolano nel culmine della stagione estiva e ora sono deserte- Sono entrati nei cortili e hanno iniziato a lavorare indisturbati. Uno, due, tre discendenti, via le grondaie, via le condotte del rame, decine di canalette. Hanno cominciato con una e continuato con la seconda, la terza, la quarta casa. Tutte e quattro svuotate nel cuore della notte, grazie a un armamentario di tronchesi e tenaglie. Poi i due, Landi e Dondolini, hanno caricato la refurtiva nell’auto (la loro utilitaria), e se ne sono andati, chissà se nell’intento di visitare una quinta casa o di far rientro al loro quartier generale per capire come smerciare al meglio il bottino nel mercato nero del rame. Non appena si sono affacciati sulla strada principale facendo capolino dalla stradina, però, hanno trovato ad aspettarli una pattuglia dei carabinieri di Albinia, che stava sorvegliando tutta la zona contro i furti alle abitazioni e, nello specifico, i furti di rame. I militari hanno avvistato subito e fermato la macchina, che si aggirava solitaria in zona: nel bagagliai6o erano stipati 66 chili di rame. A insospettire la pattuglia è stata proprio la sostanziosa quantità di refurtiva che stava praticamente “affossando” la parte posteriore della macchina: le ruote quasi cedevano sotto il peso del bottino. Tanto è bastato per procedere a un controllo, far aprire il baule e scoprire un vero e proprio “tesoretto”, che ha inchiodato i due per furto in flagranza. Le grondaie e i discendenti di rame sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari.

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