Il Tirreno

Grosseto

Riparte il terzo forno Ad agosto la Tioxide torna a pieno regime

di Alfredo Faetti
Riparte il terzo forno Ad agosto la Tioxide torna a pieno regime

L’annuncio dell’ad Walter Musso al pranzo della società Ribadito anche l’impegno per gli investimenti al Casone

2 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. Uno spiraglio di luce, che squarcia le nubi nere della crisi e porta con sé una ventata di ottimismo. La Tioxide di Scarlino, con ogni probabilità, da agosto darà nuovamente il via alla terza linea di produzione di biossido di titanio chiusa ormai da quasi un anno. La voce circolava da tempo nelle aziende del polo industriale del Casone, con mezzi sorrisi di ottimismo. Poi, il primo maggio, durante il pranzo annuale organizzato dalla società (quest’anno a Cala Felice) per le premiazioni dei veterani con venti, trenta e quarant’anni di lavoro nell’impianto chimico, l’amministratore delegato Walter Musso ha dato la buona notizia di fronte a tutti i presenti, tra ospiti e autorità. «Da agosto verrà riacceso anche il terzo forno»: questo il concetto espresso dall’ad, con conseguente riorganizzazione delle ore lavorative. Era il giugno del 2012 quando il gruppo Huntsman decise di chiedere la terza linea di produzione per la crisi che aveva colto il mercato. Un effetto a catena, dove il primo tassello a cadere è stato il calo della domanda di biossido di titanio nell’intero pianeta, visto che la Tioxide lo vende in tutto il mondo. Ora però i vertici societari hanno deciso di riaccendere il terzo forno, con l’intento chiaro di aumentare la produzione. Ed è un segnale forte, ben accolto dai presenti al famoso pranzo del primo maggio con un applauso carico d’ottimismo. Così come dagli stessi dipendenti, alle prese con la cassa integrazione a rotazione. Una spinta verso il futuro, nonostante alla base ci sia la cruda realtà generale, come Scott Anderson, vicepresidente del gruppo Huntsman, ha spiegato durante la sua visita nell’impianto scarlinese lo scorso ottobre, spiegando che la Tioxide sarebbe andata avanti a «marcia ridotta». Allo stesso tempo però il numero due del colosso chimico statunitense ha garantito in quella stessa sede che il gruppo avrebbe mantenuto le promesse circa gli investimenti da fare sulla sede del Casone (circa 40 milioni di euro). Promessa ribadita anche con una nota dalla società all’inizio del 2013. «Nonostante la situazione difficile, il gruppo Huntsman conferma la fiducia nei confronti dell’unità produttiva di Scarlino dando continuità agli importanti investimenti, già avviati, di oltre 35 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi impianti finalizzati al miglioramento della sostenibilità e competitività, oltre a quelli relativi ad aspetti di sicurezza e ambiente». Un primo segnale di ottimismo, che in molti colsero come un tentativo di superare la crisi. Anche perché buona parte di questi soldi sono stati impiegati per dare il via al nuovo impianto di trattamento dei gessi rossi (scarti di produzione), in grado di dare una mano in termini occupazionali. Adesso arriva un segnale ancor più forte, che riguarda direttamente i lavoratori nel breve futuro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web