Il Tirreno

Grosseto

Marras e Cerciello escono dalla Mabro a mani vuote

Marras e Cerciello escono dalla Mabro a mani vuote

Nessun cedimento di fronte alle richieste delle istituzioni «Ora andiamo in Regione, si deve attivare la Prodi bis»

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GROSSETO. «Ma come si fa ad andare avanti così?». Stremate, impaurite, con le lacrime agli occhi. Sul punto di piangere al primo urlo. Tese, come poche altre volte sono state le vestaglie azzurre. Loro, le donne della Cgil che hanno incrociato le braccia da una parte. Le altre, quelle che hanno continuato ad andare al lavoro nonostante che gli stipendi che mancano da mesi, dall’altra. «Sono due facce della stessa lotta - dice il presidente della Provincia Leonardo Marras - e sono entrambe dalla stessa parte. È per questo che abbiamo chiesto all’azienda di concedere alle dipendenti che l’avevano richiesta la sala mensa. Siamo certi che non c’è alcun pericolo per la sicurezza di chi ha scelto di lavorare».

Tutto infatti è cominciato quando, la scorsa settimana, le donne in sciopero hanno interrotto la protesta e sono entrate in fabbrica. C’erano le operaie al lavoro, qualcuna ha accusato le compagne di averle offese.

Ieri non si è visto nulla di questo. Le vestaglie azzurre sono entrate da quel pertugio aperto dai vigilantes, le loro compagne sono rimaste a distanza. Ma nonostante questo, la società ha detto no e le donne, la sala mensa, se la sono presa da sole.

L’incontro con le istituzioni è avvenuto in azienda. Marras e Cerciello sono stati a lungo con Barontini e Pacenti. «Mio zio vendeva maiali - ha detto il presidente della Provincia - e mi ha sempre detto che una persona era affidabile se il trenta del mese saldava i debiti. In questa azienda non sta succedendo lo stesso». A Firenze, giovedì, è convocato di nuovo il tavolo istituzionale e Marras sarà lì con l’assessore comunale Emanuel Cerciello che ieri ha incontrato anche le donne che avevano deciso di lavorare. «Alcune commesse non sono arrivate in azienda perché Barontini ha disertato gli incontri - ha ribadito l’assessore - nonostante continui a dare solo la colpa alle donne in sciopero. Io ho spiegato chiaramente a tutte che non sono dalla parte di una sigla sindacale o dell’altra. Ma il consiglio comunale e anche una più approfondita conoscenza della questione mi hanno spinto ad unirmi a chi chiede all’azienda la Prodi bis». I rappresentanti delle istituzioni hanno chiesto toni più bassi e la garanzia di poter utilizzare la sala mensa per l’assemblea. «Hanno respinto entrambe le nostre richieste - dicono Marras e Bonifazi - ormai, dopo aver presentato il concordato in bianco venerdì senza dirci una parola, sembra di essere al muro contro muro». Nonostante lo spazio del dialogo ci sia ancora: da Simoncini, tra tre giorni, però.

@francegori

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