Il dolore
Bilanci in rosso tagli e licenziamenti Università a rischio
GROSSETO. Risorse praticamente dimezzate e defezioni dei soci. Una sofferta assemblea si è tenuta ieri pomeriggio a Grosseto, per approvare il bilancio consuntivo 2012 e preventivo del 2013 e...
GROSSETO. Risorse praticamente dimezzate e defezioni dei soci. Una sofferta assemblea si è tenuta ieri pomeriggio a Grosseto, per approvare il bilancio consuntivo 2012 e preventivo del 2013 e discutere delle complesse sorti del polo universitario di Grosseto, alle prese con pesantissimi tagli da parte degli enti pubblici e sette licenziamenti (stamani partiranno le lettere). Chiusura sostanzialmente in pareggio per il bilancio trascorso; chiusura con perdita di 563mila euro, invece, quella emersa dalla previsione economica del bilancio 2013. Un momento sicuramente difficile, per il Polo universitario, per il quale lo spettro dei tagli alle risorse erogate dai soci (Comune, Provincia e Ccia), ventilato circa un mese fa, proprio ieri è diventato più limpido e drammatico. Il Comune manterrà i circa 200mila euro di finanziamenti, oltre ai 400mila di affitti dei locali. La Provincia dovrà praticamente dimezzare le erogazioni: 194mila nel 2012, saranno 90 mila nel 2013. La Camera di Commercio (che dava circa 200mila euro) potrà erogarne solo 100mila. Intanto il Parco della Maremma e Confindustria hanno annunciato la loro volontà di fuoriuscire dal Polo. Il sindaco Emilio Bonifazi ammette: siamo a un bivio e il futuro da riprogrammare: capire come è la sfida più difficile. «Il problema più significativo è quello di ripartire dalle risorse». Per continuare sulla vecchia strada, dice, bisognerebbe avere fondi certi almeno sul triennio, «e questo non tutti i soci sono in grado di garantirlo. Come Comune, Provincia e Ccia abbiamo intenzione di rivederci presto per fare il punto su quali tipi di soluzioni portare avanti, anche alla luce delle novità derivanti dalle leggi nazionali, dalla riforma Gelmini che fissa paletti per numero di docenti etc». Il contesto in cui operano gli enti locali è complicato. La Provincia, per esempio, è appesa al suo incerto destino che rende fumosa ogni previsione, e la Camera di Commercio deve fare i conti con le emergenze economiche del tessuto produttivo (vedi Albinia) che hanno imposto di ridurre le spese. «Con queste risorse è difficile fare una programmazione - conclude Bonifazi - Che l’università sia mantenuta non lo si mette in dubbio, bisogna vedere con quale tipo di attività. Dobbiamo fare una riflessione sulle risorse, e da settembre - questo è un punto centrale - decidere se partire con un nuovo corso» (economia, ndr).
È chiarissimo l’assessore al bilancio della Provincia di Grosseto, Federico Balocchi, presente in assemblea. «Quel che emerge - spiega - è un forte problema di insostenibilità finanziaria, che va al di là della volontà degli enti locali; enti che prima d’ora si appoggiavano molto sulle risorse della Fondazione Mps e che ora sono in difficoltà perché quei soldi sono venuti meno. Una volta finiti i fondi del Monte, con la crisi, con la riforma Gelmini, con la nostra difficoltà a erogare, si apre il problema della capacità di sussistenza del Polo. Quest’anno è previsto un deficit importante: con quei soldi si potrà assicurare una continuità aziendale che accompagni alla chiusura dei corsi avviati, ma è in dubbio se sia possibile riavviare le iscrizioni». L’urgenza emersa ieri è proprio questa: capire se avviare o meno le immatricolazioni e quale fisionomia si affacci per l’università. Loro, gli studenti di Economia, ieri hanno affidato a una lettera il timore di una probabile chiusura. «Sarebbe un gravissimo errore per gli enti locali e per le forze produttive - dicono - gettare a mare un’esperienza decennale che ha dato tanto e che ancora tanto può dare. Gli enti e le istituzioni locali hanno la possibilità di mostrare quella lungimiranza e quella capacità progettuale che contraddistingue la buona amministrazione e permettere che tutto questo continui». Ma intanto ieri mattina è saltata la concertazione tra il Polo e i sindacati; e per 7 dipendenti si spalanca proprio oggi il licenziamento.
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