Il Tirreno

Grosseto

«Le mie idee per una Grosseto migliore»

di Maurizio Bernardini
«Le mie idee per una Grosseto migliore»

Ordine pubblico, sicurezza, degrado: Felicioni chiede l’istituzione di un organismo permanente

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GROSSETO. Ordine pubblico, sicurezza urbana, disagio giovanile e degrado. «Occorre un tavolo di lavoro permanente che coinvolga le istituzioni civili, sanitarie, militari, religiose e le associazioni di servizio», parola di Massimo Felicioni.

L’architetto, capogruppo della lista civica Grosseto Oggi, mette sul piatto la sua proposta per un capoluogo migliore. Servono azioni per «risolvere i problemi e ristabilire la qualità della vita», dice. Di punti concreti, per il momento, non ce ne sono molti. «Ma verranno, in fase di dialogo una volta messo in piedi il tavolo», dicono alcuni simpatizzanti della civica. L’appello di Felicioni, che per chiedere la nascita del gruppo di lavoro interistituzionale ha depositato un’apposita mozione, è rivolto “a tutti”. Per Grosseto Oggi è necessario cambiare registro, in particolare riguardo il salotto buono: «Stiamo svuotando il centro con una politica a dir poco autolesionista. Il controllo non è sufficiente». E sulle norme che ingessano i locali: «Ci siamo complicati la vita: norme, normettine, cavilli e punti di vista che fanno perdere tempo. Una cosa inaccettabile. E poi, chi vive in centro non può pretendere il silenzio assoluto». Infine, sugli interventi messi in atto dall’amministrazione a salvaguardia delle Mura: «si dà all’ordinario un valore straordinario». L’architetto scende ancora più nel dettaglio e torna a sostenere il piano del colore (peraltro annunciato dal vicesindaco Paolo Borghi qualche giorno fa). Torna a 1proporre la guardiania a cavallo lungo l’arco murario e una rimodulazione del servizio di vigilanza della municipale, come dire: meno multe per divieti di sosta e più controlli dedicati alla sicurezza. E poi ancora: «Servono subito interventi sull’illuminazione, troppe zone della città sono al buio. E occorre anche la manutenzione verso tutto quello che è stato rotto sino a oggi. I soldi? Ci sono». Il leader di Grosseto Oggi ha anche un altro sogno nel cassetto: dar vita a incontri nelle scuole dedicati ai progetti che riguardano il territorio. Progetti che magari sono nati in un verso e poi deceduti in un altro, «come la chiatta sull’Ombrone, o la Chelliana. Per quest’ultima presenteremo, a breve, una segnalazione alla Corte dei conti». Particolare attenzione è rivolta anche alle questioni legate all’immigrazione. Ma per avere qualcosa di solido su cui ragionare c’è ancora da attendere. Tutto nella speranza che non finisca ogni cosa nell’ennesimo tavolo all’italiana, fatto di lungaggini e interminabili chiacchiere sul nulla. In questo caso, più che tra le istituzioni il tavolo sarebbe bene lasciarlo in falegnameria.

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