Il Tirreno

Grosseto

Disoccupazione choc In due anni +21,2 % Ma l’export decolla

di Maurizio Bernardini

GROSSETO. Stiamo male, ma potrebbe andare peggio. Sono numeri dai contorni cupi quelli diffusi dalla Cgil Toscana sull’economia locale. Un focus che lascia poco spazio alle speranze di crescita per...

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GROSSETO. Stiamo male, ma potrebbe andare peggio. Sono numeri dai contorni cupi quelli diffusi dalla Cgil Toscana sull’economia locale. Un focus che lascia poco spazio alle speranze di crescita per il 2013. La ripresa è sempre più una “ripresa per i fondelli”, come disse qualche tempo fa il presidente della Camera di commercio, Gianni Lamioni.

L’argomento è di quelli che tolgono il sonno: nell’arco di appena un anno – dal 2011 al 2012 – la disoccupazione in Maremma è aumentata del 21,2 per cento. Per carità, nulla confronto a quello che è avvenuto in altre piazze, come Lucca, Pistoia o Livorno. Ma, una volta tanto, il mal comune non addolcisce la pillola.

Calano ancora i lavoratori autonomi (-1%) e gli inattivi (-6,7%). Aumentano le indennità ordinarie di disoccupazione: nel dicembre del 2011 erano 2mila e 757, dodici mesi più tardi sono quasi raddoppiate e hanno sfondato quota 4mila, numero pressoché identico a quello registrato nel senese. Ma le cifre che più delle altre balzano agli occhi sono dedicate alla cassa integrazione.

Il confronto della Cig tra primo trimestre 2012 e quello 2013 è impietoso: 22mila e 500 ore in più nel settore metalmeccanico e quasi 15mila in quello edile certificano, se ancora ve ne fosse bisogno, lo stato di un’economia in apnea. Ma quello che più di ogni altra cosa desta preoccupazione è il crollo del commercio.

Sì, perché in appena 12 mesi le ore di cassa integrazione per questo comparto sono lievitate di 82mila 611 unità. È per effetto di questo balzo che il primo trimestre di quest’anno presenta un settore metalmeccanico in forte contrazione, con quasi 54mila ore di Cig.

Anche i lavoratori del comparto edile, nei primi cento giorni del 2013, sono sommersi da 164 mila ore di cassa integrazione.

In questa particolare classifica degli orrori il commercio, sfondata quota 105mila, non è certo da meno. Quasi mezzo milione le ore di Cig circolate in questo pessimo avvio di 2013 in Maremma. Quasi 3mila (al 31 dicembre 2012) gli iscritti alle liste di mobilità. Come dire: un tempo si cercavano diamanti, oggi la speranza è quella di avere un lavoro e difenderlo con le unghie e con i denti, anche grazie agli ammortizzatori sociali. Finché ci sono.

E le note positive? Tanto per cominciare, nel 2012, il dato generale della disoccupazione nel Grossetano si ferma al 7,6 per cento, poco sotto la media regionale (7,8%). In Toscana vanno meglio solo Arezzo (7,5%), Firenze (7,1%), Pisa (6,8%) e Prato (7%). Altra cifra che fa ben sperare è quel 7% d’incremento nell’occupazione femminile, seconda miglior performance in regione. Il tasso complessivo di occupazione (tra i 15 e i 64 anni) è fermo al 61,9 per cento. Tiriamo il fiato con l’export: la media nazionale è più 3,6 per cento. Quella regionale al 7. La Maremma arriva a doppia cifra, 10 per cento tondo. Ma per strappare un sorriso ci vuole ben altro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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