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Grosseto

Asta Costruzioni, metà dipendenti a casa

Asta Costruzioni, metà dipendenti a casa

La ditta follonichese soffre il difficile momento del comparto edilizio. In 15 senza occupazione

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FOLLONICA. Una delle aziende storiche della città del Golfo costretta a licenziare dieci dipendenti. La notizia arriva dalle liste di mobilità della Provincia di Grosseto: l’impresa edile Asta Costruzioni nei giorni scorsi ha mandato a casa metà dei suoi operai perché eccedenti rispetto alla mole di lavoro.

Una situazione di fatto drammatica quella che viene fuori dal documento della Provincia, specialmente perché colpisce una impresa pilastro dell’economia follonichese.

La crisi dell’edilizia c’è ed è pesante da digerire specialmente per le aziende del territorio che molto spesso fanno fatica ad aggiudicarsi i bandi di gara degli enti pubblici, perché superati da gruppi che arrivano dalle altre regioni d’Italia. Così dieci lavoratori sono oggi in mobilità: un geometra, un idraulico, quattro autisti, due conduttori di macchine edilizie, un addetto alle pulizie ed un impiegato. Persone che hanno dai 24 ai 60 anni, tutti residenti nel territorio maremmano. E se la situazione non cambierà pure gli altri dipendenti rischiano una sorte simile.

L’azienda ha provato a utilizzare la cassa integrazione ma purtroppo le condizioni sono rimaste identiche a prima costringendola al licenziamento. «Abbiamo una riunione con loro lunedì prossimo –spiega il segretario grossetano di Filca – Cisl, Fabio Carruale – ma non credo che i fatti cambino: l’impresa è in un momento di difficoltà ed è stata costretta a ridurre il personale. Se non si hanno le commesse, nel settore edilizio è complicato andare avanti: le aziende locali non riescono a battere la concorrenza delle altre partecipanti italiane e perdono gli appalti».

La difficoltà è tutta racchiusa nelle parole del sindacalista: se chi lavora nel Grossetano non riesce ad avere la meglio su chi arriva da fuori le conseguenze sono quelle che ha dovuto attuare l’Asta Costruzioni. «L’altra azienda che questi imprenditori hanno funziona – spiega il segretario riferendosi a un’impresa di compostaggio della stessa proprietà – ma nell’edilizia la contingenza è questa». Il regolamento urbanistico approvato recentemente dal Comune non è servito nel caso specifico. Così per dieci lavoratori si apre un periodo non semplice.

Paola Villani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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