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Vino comprato con assegni fasulli

Vino comprato con assegni fasulli

Una condanna, un’assoluzione e un patteggiamento

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SCANSANO. Erano finiti nei guai per quattro truffe ai danni di altrettante aziende agricole, tutte nell’estate 2008: Montepò, Terenzi, Banti e (solo due di loro) Maiano. Si presentavano come imprenditori che avevano in gestione un campeggio a Castiglione della Pescaia e, dando rassicurazioni anche documentali sulla loro solvibilità, avevano comprato grandi quantità di vino. Ma gli assegni consegnati non venivano riscossi, perché il conto era giù chiuso.

Il giudice Sergio Compagnucci ha condannato a 9 mesi e 200 euro di multa Marcello Vichi, 66 anni; e ha assolto per non aver commesso il fatto Pasquale De Prezzo, 54 anni. In precedenza (nel giugno 2010), aveva patteggiato la pena Emanuele Tiburzi, 36 anni: 80 giorni (convertiti in 3.090 euro da pagare a rate).

Simili le modalità di azione. All’azienda Montepò, secondo l’imputazione, si erano presentati Vichi e Tiburzi: prima avevano consegnato un assegno regolarmente riscosso da 1.300 euro su un conto corrente delle Poste per un modesto quantitativo di vino. Successivamente, avevano comprato altro vino per 13.500 euro con due assegni riferiti a un conto bancario (il libretto sarebbe stato procurato da De Prezzo) che invece era già chiuso. Idem da Terenzi: Vichi e Tiburzi avrebbero consegnato un assegno sicuro da 1.000 euro e poi avrebbero pagato il grosso della fornitura (3.000 euro) con due assegni bancari (forniti da Tiburzi) su un conto già chiuso. Non era cambiato il copione da Banti, con un assegno pulito da quasi 3.000 euro e poi altri assegni per 7.000 euro per partite di vino più consistenti, sempre su un conto già chiuso.

I soli Vichi e Tiburzi dovevano rispondere del quarto episodio, all’azienda Ugolini-Maiano: prima un assegno sul conto bancario di Tiburzi (poco più di mille euro), poi due assegni non riscuotibili per 2.600 euro.

Nessuna delle aziende si era costituita in giudizio. Il pm onorario Tozzi aveva chiesto 1 anno e 6 mesi per Vichi (difesa Santoni) e l’assoluzione per De Prezzo (difesa Cerboni).

(p.s.)

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