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Regione e Enel: protocollo per la geotermia

Regione e Enel: protocollo per la geotermia

Firmato un accordo che guarda non solo allo sviluppo di Amiata e Larderello, ma anche alla ricerca

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MONTE AMIATA. La geotermia come produzione di energia ma anche come molto altro: opportunità per lo sviluppo, input per ricerca e formazione ad alto livello.

Enrico Rossi, governatore della Toscana e Fulvio Conti, amministratore delegato Enel hanno firmato ieri a Firenze il protocollo d’intesa per lo sviluppo della geotermia.

«Un protocollo che non è un punto di arrivo, ma è lo start up della collaborazione con Enel a 360 gradi per la ricerca, l'imprenditoria e l'occupazione di qualità, a partire da territori che da tanti anni forniscono il calore», ha detto Rossi.

E il presidente della Regione ha aggiunto: «Vogliamo per prima cosa ridurre al minimo gli impatti ambientali attraverso nuove tecnologie capaci di unire efficienza produttiva e tutela ambientale. Inoltre vogliamo diversificare l'uso della geotermia guardando alla cosiddetta filiera del calore di cui parlerà nel dettaglio il prossimo piano energia. Basta con l'essere contro la geotermia. È una ricchezza del nostro territorio, vediamo di farne un elemento di crescita e sviluppo per tutti noi così come succede in altri posti del mondo».

Una firma, quella di Rossi-Conti, che celebra anche i 100 anni di vita della elettricità geotermica: «Un primato mondiale, ha sottolineato Conti, che pone il territorio ed Enel in una posizione di eccellenza tecnologica. È una fonte rinnovabile e per la Regione è un volano concreto di sviluppo».

Il documento che fa seguito all’accordo generale sulla geotermia del 20 dicembre 2007 e all’accordo attuativo del 20 aprile 2009, è considerato un importante passo in avanti per la crescita sociale ed economica sia della zona di Larderello che dell’Amiata, dove, con la nuova centrale di Bagnore 4, verrà completato il programma di 112 megawatt di nuova potenza prefigurato dall'accordo del 2007.

Un’opera, Bagnore 4, che mobiliterà circa 120 milioni di euro, di cui oltre il 40% avrà una ricaduta locale, con un importante indotto.

Il protocollo guarda, però, con particolare attenzione, agli altri usi della geotermia, con opportunità per nuovi insediamenti produttivi nelle aree geotermiche, grazie a un’ ulteriore diminuzione del prezzo del calore.

Con la firma, poi, è stato sancito il comune impegno per lo sviluppo della ricerca. In particolare è prevista la creazione di un polo territoriale delle energie geotermiche che, avvalendosi degli Enti locali geotermici e di realtà quali il Cosvig (Consorzio sviluppo aree geotermiche), il centro ricerca Enel, le università, l’Irpet e il distretto tecnologico regionale delle energie rinnovabili, trasferisca know how e attivi progetti di ricerca e di alta specializzazione per creare centri di competenza, sia nei territori geotermici che nell’area sperimentale Enel di Livorno.

Potrebbe, tutto questo, convincere a un passo indietro i comitati locali, che stanno organizzando per l’11 maggio una manifestazione antigeotermica e per la quale hanno chiamato a raccolta organizzazioni e gruppi di tutta Italia? La manifestazione, intanto, sarà presentata il prossimo 4 maggio.

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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