«Eventi di qualità senza pesare sulle casse pubbliche»
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GROSSETO. Il nuovo corso alla Fondazione Grosseto Cultura sta già dando i suoi frutti nei termini di una minor onerosità per le casse del Comune, di un ampliamento dell’offerta di eventi e di un maggior radicamento nella comunità.
A un anno di distanza dall’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione, la Fondazione Grosseto Cultura traccia un primo bilancio che mette insieme numeri, obiettivi raggiunti e scenari futuri. Una promessa mantenuta, quella di rendere conto pubblicamente di quanto fatto in questi dodici mesi, ma anche un momento di chiarezza e trasparenza reso quantomai necessario dalle polemiche nate intorno al lancio del Premio Monicelli.
«Oggi la Fondazione – spiega il presidente Loriano Valentini – è ben radicata nel tessuto cittadino grazie a una rete di soci istituzionali e di privati che decidono di sostenerci. Ma soprattutto la Fondazione è autonoma nel senso che finanzia da sola tutti gli eventi che produce, senza costi per l’amministrazione. Il Comune trasferisce cioè a noi solo quanto dovrebbe spendere per gestire comunque da solo il Cedav, l’istituto musicale Giannetti e il Museo di storia naturale».
In particolare per il 2013 è previsto che il Comune eroghi alla Fondazione complessivamente 390mila euro, a fronte del precedente contributo di 450mila, che copriranno solo il funzionamento delle tre istituzioni culturali tra stipendi, spese vive e manutenzione. Quali dunque le altre fonti di finanziamento?
«A settembre abbiamo fatto una campagna soci molto attenta e con buoni risultati – spiega Valentini – tagliando i costi per cui nessun consigliere del cda (oltre a Valentini , il vicepresidente Alessandro Sebastiani e i consiglieri Ettore De Tora, Letizia Stammati e Danilo Piani, ndc) percepisce gettoni o rimborsi. Inoltre partecipiamo ai bandi pubblici o di fondazioni bancarie».
Con questo canale ad esempio sono stati reperiti 55mila euro, 40mila dalla Cassa di Risparmio di Firenze per il recupero del sito preistorico di Poggetti Vecchi e 15mila dalla Provincia per il bando “Crescere giovani”. La Fondazione ha, come soci istituzionali, la Camera di commercio e il Parco della Maremma e conta sulla collaborazione con la Banca della Maremma. Ha inoltre poco meno di 200 soci sostenitori tra cui Acquedotto del Fiora, Confesercenti, Cna e Cia.
E poi c’è il fronte dei costi che la Fondazione riesce a risparmiare facendo cose di qualità. «Tanti artisti, ospiti e intellettuali – precisa il presidente del cda – aderiscono ai progetti che produciamo gratuitamente, solo per il loro valore culturale, come nel caso del prossimo festival DiVino Commedia».
Infine una ulteriore precisazione sul ruolo di Grosseto Cultura nel panorama culturale della città. «Verso chi già operava nel territorio – osserva Valentini – ci siamo posti in una logica inclusiva e estremamente rispettosa come dimostra il format della Città visibile che è possibile solo rispettando e coordinando il lavoro di una trentina di associazioni. Detto questo non possiamo né dobbiamo coprire tutti gli spazi dell’agire culturale della città ma rivendichiamo la specificità della Fondazione che non è nata per finanziare o sostenere progetti altrui ma per ideare, organizzare e realizzare progetti propri».
Sara Landi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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