Il Tirreno

Grosseto

Centro commerciale via Marchionni presidente è Baldi

di Maurizio Bernardini

L’obiettivo è far decollare un progetto per ora molto timido E l’Ascom: «Bene il Comune su Imu, Tosap e piazza Palma»

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GROSSETO. È Giampaolo Baldi il nuovo presidente del centro commerciale naturale. Subentra ad Andrea Marchionni. Si chiude così un ciclo durato tredici mesi esatti. Il passaggio di consegne era nell’aria da diverso tempo: è arrivato nella seconda parte del mese scorso. Ma quella di Baldi - che, va detto, non ha mai disdegnato l’idea di giungere al punto più alto dell’organizzazione – non sarà una gestione semplice. Al neo presidente non resta altro che l’amaro compito di rimettere insieme i cocci di un progetto che non è mai decollato. Il bando regionale, quello vinto a vele spiegate dal consorzio targato Marchionni e sostenuto dalle associazioni di categoria, non ha mai avuto seguito. Doveva servire a far nascere 18 eventi, un giornale informativo e una gran quantità di materiale pubblicitario. Ossigeno puro per il salotto buono della città. Ma di tutto questo nessuna traccia.

Dettagli. Tanto per rinfrescarci la memoria: ottobre 2012, la Regione rende pubblici i nomi dei centri commerciali naturali ritenuti idonei a riscuotere cofinanziamenti da Firenze. In Maremma le realtà virtuose si trovano a Marina, Orbetello, Saturnia, Roccastrada e, appunto, Grosseto. 80 mila euro il supporto complessivo, 19 mila solo per il capoluogo. All’ombra di Canapone sono destinati ad arrivare pure 5 mila euro della Camera di commercio e 15 mila del Comune (che con una delibera del maggio 2012 li ha già sbloccati e paiono sicuri, ndc). Poco meno di 50 milioni delle vecchie lire sono a carico dei commercianti. Passano i mesi, ma i quattrini del Comune non arrivano: l’amministrazione fa sapere che (a norma di legge) non può erogare un supporto diretto al Ccn. Tutto resta dunque impigliato in mille tavoli e confronti. Da questi non si arriva più a nulla. Intanto, il numero di iscritti al consorzio non sale come dovrebbe. La crisi morde e molti negozianti sono addirittura indietro con il pagamento della quota associativa minima, appena 50 euro. Indizi che non lasciano troppo spazio all’immaginazione: per i commercianti, raccattare i 24 mila euro necessari a coprire la propria quota nel bando non è per nulla facile.

Spiraglio. Eppure qualcosa si muove. E una mano a Baldi nel rimettere a posto le beghe del commercio potrebbe darla proprio il Comune. È il 27 aprile quando il vicesindaco e assessore al bilancio Paolo Borghi rilascia una corposa intervista al Tirreno: revisione al ribasso per l’Imu delle attività commerciali, taglio della tanto detestata tassa sul suolo pubblico e pedonalizzazione di piazza della Palma sono obiettivi concreti dell’uomo forte della giunta. Non va neppure escluso il ritorno del contributo di 15 mila euro riferito al bando. Ma a guardar bene non è la priorità: la direzione indicata è chiara e piace. Soprattutto a Confcommercio, tanto che il presidente Filippo Lombardelli esprime soddisfazione per quel che pare il «Riconoscimento del manifesto sindacale che abbiamo presentato alle amministrazioni durante la giornata di mobilitazione del 28 gennaio». Ora che in piazza del Duomo non si naviga a vista e che le priorità sono state recepite quel che conta sono le tempistiche: «Il momento è drammatico. Occorre fare presto per salvare il salvabile». Adesso qualche garanzia in più rispetto a ieri c’è. E non è roba da poco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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