Il dolore
Assolto per l’abuso d’ufficio
Ribaltata in secondo grado la condanna dell’architetto Migliorini
CAMPAGNATICO. Era stato condannato in primo grado a 1 anno per abuso d'ufficio relativamente alla sanatoria rilasciata per le 12 villette di Sant'Antonio. È stato assolto in appello perché il fatto non sussiste.
La seconda sezione della Corte di appello di Firenze ha prosciolto l'altro giorno l'architetto Paolo Migliorini, 56 anni, abitante a Montorsaio, finito sotto inchiesta nel 2008 quando era responsabile dell'ufficio urbanistica del Comune di Campagnatico e quando la guardia di finanza aveva messo sotto sequestro il complesso immobiliare che stava nascendo. Secondo le motivazioni del gup Mezzaluna, Migliorini (la pena era stata sospesa, con la non menzione) avrebbe dovuto saper bene che si trattava di una lottizzazione abusiva e che la sanatoria a quelle stalle diventate villette non poteva essere rilasciata. La vicenda riguardava anche l'imprenditore Giuseppe Concu, a cui la concessione era stata rilasciata: il titolare della Non solo Infissi circa un anno fa si era visto annullare la confisca del complesso, con la derubricazione del reato da lottizzazione abusiva (per il quale era stato condannato) a semplice abuso edilizio (nuova condanna ma ridotta). E dunque la sanatoria del 30 settembre 2008 era potuta legittimamente intervenire. Al perfezionamento del percorso giudiziario di annullamento della confisca mancava solo questo tassello, cioè un pronunciamento a favore di Migliorini. Che adesso è arrivato.
All'udienza preliminare, il pm Pizza aveva sollecitato 1 anno 8 mesi e 400 euro. E anche in secondo grado, in cui è stata fatta una relazione particolareggiata della vicenda - sia sul processo di primo grado sia sulle motivazioni di appello - la Procura generale aveva sollecitato la conferma di quella condanna, pronunciata con lo "sconto" previsto dal rito abbreviato scelto nell'occasione. Come in primo grado, anche a Firenze il difensore Giuseppe Tilli (insieme al collega Antonio D'Avirro) ha sollecitato l'assoluzione del proprio assistito rimarcando che l'atto di concessione in sanatoria era lecito sotto il profilo amministrativo e che non vi era alcuna prova dell'esistenza del dolo. Migliorini, che ha assistito all'udienza fiorentina, dovrà attendere trenta giorni per conoscere le motivazioni dei giudici di appello.(p.s.)
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