Il Tirreno

Grosseto

Ai ferri corti con Barontini Giovedì si va in Regione

di Francesca Gori
Ai ferri corti con Barontini Giovedì si va in Regione

Marras e Bonifazi tornano a chiedere l’attivazione della Prodi bis alla proprietà Alla Mabro cancelli chiusi alle istituzioni: «Atteggiamento che ci ha stupiti»

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GROSSETO. Questa volta, alla Regione, con l’assessore Gianfranco Simoncini e con i vertici di Abbigliamento Grosseto ci saranno soltanto le istituzioni. Ci saranno i rappresentanti della città, quelli che Barontini ha lasciato fuori dalla Mabro tre giorni fa quando i sindacati avevano organizzato un’assemblea di fabbrica insieme alle istituzioni. «L’assemblea si sarebbe dovuta tenere nella sala mensa - dice Fabio Della Spora, segretario della Femca Cisl - ma la proprietà non ci ha permesso di entrare». Lasciando - è storia ormai nota - anche il sindaco Emilio Bonifazi, il presidente della Provincia Leonardo Marras e l’assessore allo Sviluppo economico del Comune, Emanuel Cerciello, fuori dai cancelli. Una scelta dettata da motivi di sicurezza, ha spiegato Barontini. «Non ci ha fatti entrare dicendo che aveva paura per la sicurezza dei dipendenti - spiega Marras - che non voleva che i lavoratori che erano dentro la fabbrica venissero a contatto con quelli che partecipavano all’iniziativa. Una scusa quantomeno risibile». All’assemblea con le istituzioni infatti, c’erano anche i lavoratori della Cisl e della Uil che la mattina prima avevano indetto assemblea per conto proprio. «E comunque, se in questa vicenda qualcuno ha creato tensione - aggiunge Marras - quello è stato proprio Barontini. Non ha aspettato nemmeno la fine dell’assemblea per uscire dalla fabbrica». L’imprenditore ha varcato il cancello quando i lavoratori erano ancora in riunione insieme alle istituzioni. Fischi e urla non sono mancati. «Questo tipo di atteggiamento è stato sorprendente e anche brutto - aggiunge il presidente della Provincia - perché le istituzioni di questa città, dall’inizio della vertenza Mabro, hanno seguito passo dopo passo quello che accadeva nella fabbrica. Abbiamo fatto tutto il possibile per queste donne, non ci meritavamo un atteggiamento del genere».

L’assemblea aveva dato mandato alle istituzioni di fissare un nuovo incontro con la Regione. «Simoncini ci ha convocati giovedì alle 17.30 - spiega il presidente - e ci saremo sia io che il sindaco. La nostra richiesta, comunque, sarà chiara: vogliamo che l’azienda dichiari lo stato d’insolvenza e chieda la Prodi bis». La richiesta dei lavoratori, quindi, è stata fatta propria anche dagli amministratori e verrà girata alla società, che ha invece deciso, prima di arrivare alle Prodi bis, di presentare un concordato in bianco.

Mentre sindaco e presidente della Provincia hanno fissato l’incontro con Simoncini, Fabrizio Rossi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, chiede ancora una volta che venga attivata la Prodi bis. «Con i debiti accumulati e le referenze portate dalla Regione Toscana - dice - ci aspettavamo molto di più. La città di Grosseto è stata oltraggiata dal comportamento di questo signore che Regione Toscana ha presentato alle lavoratrici non molto tempo fa, ma che si è rivelato parimenti alla fama che lo precedeva. Le responsabilità della Regione non vanno sottovalutate».

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