Sicurezza
«Sorano, confermati i gravi indizi E Vanni si faccia interrogare»
SORANO. Il Tribunale della libertà ha sì annullato l’ordinanza per gli arresti domiciliari a Perin e Pistolesi ma solo per il pericolo di reiterazione del reato. E poiché lo stesso Tribunale ha...
SORANO. Il Tribunale della libertà ha sì annullato l’ordinanza per gli arresti domiciliari a Perin e Pistolesi ma solo per il pericolo di reiterazione del reato. E poiché lo stesso Tribunale ha respinto l’impugnazione dell’architetto Simona Boncori ravvisando la piena sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, «il quadro accusatorio posto alla base dei provvedimenti cautelari adottati dal gip del Tribunale di Grosseto su richiesta della Procura trova un’ulteriore e importante conferma nel Tribunale della libertà».
Parole del procuratore capo Francesco Verusio contenute in una nota in cui i magistrati fanno il punto sulle inchieste di Sorano. E spiegano che «nessuna “persecuzione” è in atto in danno del sindaco Vanni o del Comune di Sorano o dei suoi dipendenti e che la Procura aspetta di poter ascoltare Vanni, quando questi deciderà di voler parlare, visto che finora con l’autorità giudiziaria si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere». La Procura sottolinea anche che il divieto di dimora è stato revocato dal gip («su istanza di questa Procura») e non dal Tribunale della libertà.
Ma ciò che preme soprattutto ai pm è ribattere alle affermazioni difensive a commento della ordinanza che riguarda Pistolesi e Perin (di cui abbiamo dato notizia riportando con puntualità ampi stralci, accanto alle parole di commento degli avvocati De Cesaris e Santi Laurini) ed evidenziare che «nessuna misura cautelare è stata annullata dal Tribunale di Firenze per mancanza di gravi indizi di colpevolezza: infatti le impugnazioni dei difensori di Perin e Pistolesi erano limitate, per loro scelta processuale, a contestare solo la permanenza delle esigenze cautelari (reiterazione del reato), senza chiedere una pronuncia sul merito delle accuse (gravi indizi di colpevolezza). Su quell’unico profilo si è espresso di conseguenza il Tribunale con l’ordinanza del 29 aprile».
E quindi, prosegue la Procura, «nessuna smentita delle accuse per Perin e Pistolesi da parte di quel Tribunale, che non ha ritenuto che le misure cautelari non dovessero essere applicate, che fossero “eccessive” o che le prove a loro carico “non fossero gravi”. Anzi, dall’ordinanza concernete la Boncori, che invece ha impugnato anche i gravi indizi di colpevolezza e che deve rispondere in concorso con i predetti per alcuni dei reati addebitati (turbativa della gara per il regolamento urbanistico) si traggono ampie conferme a carico dei citati Pistolesi e Perin».
In conclusione, Verusio assicura che «questo ufficio, con la consueta serenità e impegno, proseguirà nelle indagini per poterle concludere quanto prima».(p.s.)
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