Sicurezza
«Sofferenza cardiaca concausa della morte»
Omicidio dell’agriturismo, il consulente della Procura ha depositato la relazione sull’autopsia
ROCCASTRADA. Ci sono chiari segni di lesività da colpi inferti anche con strumenti sul corpo di Joachim Jean Grzecha, il musicista polacco trovato morto nell’agriturismo I Montini di Roccastrada nella notte tra il 15 e il 16 febbraio, al termine di una lite furibonda scatenata da una parola in dialetto e dall’alcol. Ma la precaria situazione cardiaca dell’uomo - vittima di una «insufficienza cardiaca acutissima» - è stata «verosimilmente» una concausa del decesso.
Lo scrive il medico legale Matteo Benvenuti, il medico legale che il 20 febbraio scorso eseguì l’autopsia sul 54enne polacco giunto poche ore prima dal suo Paese per far visita ai parenti. Che l’uomo fosse sofferente di cuore lo avevano sostenuto sin dal primo momento i difensori di Arkadiusz Stanislaw Hadamik (nipote della vittima) e di Adam Jerzy Klekot (suo cognato), i due connazionali indagati per omicidio preterintenzionale, dopo che l’accusa era stata più grave (erano tornati liberi con obblighi dopo un mese). Adesso, in attesa della traduzione delle patologie analoghe di cui soffrirebbero la madre e la zia, come lo stesso Hadamik, arrivano i primi riscontri. «A favorire l’insorgenza ma soprattutto l’irreversibilità dell’insulto ischemico miocardico ha contribuito verosimilmente in maniera concasuale - scrive il dottor Benvenuti - anche la situazione cardiaca preesistente, costituita da un’area di pregresso infarto ormai in fase di avanzata consolidazione, e da una notevole miocardio-coronarosclerosi che ben testimonia uno stato di sofferenza ischemica coronaria cardiaca».
Insomma le botte, che pure ci furono, e lo stato generale di agitazione potrebbero aver influito su un soggetto già provato. Una ricostruzione che allontana, sottolineano i difensori Pagano e Bulleri, l’identificazione dei due indagati come mostri. Sarà comunque il confronto tra gli esperti davanti al giudice a stabilire l’incidenza della sofferenza e delle botte. Quali le lesioni? La tac ha evidenziato la frattura di parte di una vertebra: una lesione che seppure non mortale «testimonia tuttavia un’azione lesiva ripetuta nel tempo, attribuibile a responsabilità di terze persone», in grado di scatenare «una sofferenza cardiaca su base ischemica e aritmica che fu rapidamente mortale».
Il figlio della vittima parlò di una testata e il medico legale riscontra una compatibilità nella regione frontale , così come in un altro colpo alla testa. La contusione sul braccio destro potrebbe essere quella causata dal tondino di ferro, «con forza». E un colpo alla mandibola è compatibile con il mestolino sequestrato.
(p.s.)
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