Il Tirreno

Grosseto

Ribolla, scoppia la protesta per le fogne a cielo aperto

di Gabriele Baldanzi

Fossi trasformati in scarichi maleodoranti, la gente non ce la fa più «Ci chiediamo chi deve controllare che sia tutto in regola, servono interventi»

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RIBOLLA. Ci risiamo: Ribolla come Bombay. Un gruppo di cittadini della frazione, in una lunga lettera indirizzata al giornale (con tanto di fotografie) denuncia una situazione tutt'altro che nuova ma non più tollerabile: il pessimo stato di salute dei corsi d'acqua che attraversano il paese, tutti inquinati da fogne a cielo aperto che, ovviamente, mandano cattivo odore.

«Come in una favola dei fratelli Grimm - scrivono i ribollini - in paese c'erano una volta diversi ruscelli, dove scorreva acqua chiara e pulita, rifugio di uccelletti che vi nidificavano, di pesci e gamberi di fiume. Oggi la realtà è molto diversa. Di questi ruscelli è rimasto solo l'alveo che ospità si acqua, ma putrida e nauseante. Insomma atmosfere da favelas altro che verde Maremma».

Purtroppo molti fossi sono usati ormai come fogne a cielo aperto, senza che nessuno controlli.

«Qui - prosegue la lettera - nel tempo si è scelto di risolvere il problema di nuove urbanizzazioni usando i fossi come scarichi fognari a cielo aperto. Tutti sanno e nessuno fa niente, ma i disagi per la gente sono tantissimi».

Poi i cittadini entrano nel dettaglio. «Il primo corso d'acqua è quello che, partendo dal campo sportivo percorre circa un chilometro prima di confluire in un altro fosso proveniente dal cosiddetto Bozzone. Entrambi i torrentelli, già contaminati da scarichi vari lungo il loro primo tratto, una volta riuniti, giungono all'abitato dei Laschi dove la portata viene alimentata da un'altra fogna a cielo aperto. Infine il fosso prosegue il suo corso fino a riversarsi nel Bruna e da qui in mare».

In sostanza, i liquami arrivano fino a Castiglione.

«Altro corso d'acqua è quello che scorre a ridosso della abitazioni di via Venezia, via Milano, via Napoli e arriva fino al quartiere noto come Reparto. Quando il vento spira da ovest l'olezzo è insopportabile e disturba a tal punto che, in primavera-estate, è impossibile fare la vegliatura al fresco. I primi due fossi, quello del Bozzone e del campo sportivo, vengono puntualmente ed efficacemente puliti con una ruspa, nelle sponde, ma mentre si pulisce gli argini si fa finta di non vedere ciò che scorre nell'alveo. Ora è vero che il Consorzio Bonifica si limita alle sue competenze ma il senso civico imporrebbe quanto meno di segnalare un siffatto scempio a chi di competenza…».

Infine i ribollini con la puzza sotto il naso (in senso letterale) vengono alle cause di tutto ciò.

«I motivi di questa situazione è facile indagarli. Basta “tracciare” garages e taverne di molte abitazioni di nuova costruzione, sorte negli ultimi 20-30 anni a ridosso di canali e rigagnoli; spazi arredati con lavatrici, cucine, docce, bagni, che non avendo i relativi allacci alla rete fognaria, finiscono per scaricare dove capita, cioè nel torrente più vicino. I rimedi adesso deve trovarli l'amministrazione comunale di Roccastrada, l'Acquedotto del Fiora e l'Asl. Purtroppo però non c'è la volontà. Speriamo che questa denuncia serva a qualcosa».

Il problema è che servirebbe una rete fognaria efficiente. E, magari, anche un depuratore. Oltre, ovviamente, ai controlli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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